RESPONSABILITÀ CIVILE

Risarcibilità dei danni da interruzione della fornitura di energia elettrica

07 dicembre 2011


Rassegne di massime tratte da LEX24

Energia elettrica - Somministrazione - Interruzione - Attività quotidiane dell'utente - Conseguenze - Impossibilità di svolgimento - Pregiudizio di carattere non patrimoniale - Risarcibilità - Carenza dei presupposti. (Cc, art. 2059)
Il pregiudizio derivato all'utente dalla mancata erogazione di energia elettrica per un determinato periodo temporale (nella specie circa 15 ore) per dedotta impossibilità di svolgere le proprie attività quotidiane, non integra una lesione meritevole di ristoro. In conformità ad una lettura costituzionalmente orientata dell'art. 2059 c.c., invero, il risarcimento del danno non patrimoniale, non più limitato ai casi in cui sussiste una ipotesi di reato, consegue alla lesione di diritti costituzionalmente garantiti, cui si accompagni un pregiudizio non suscettibile di valutazione economica. A tal fine nella fattispecie concreta non può ritenersi sufficiente la mera deduzione di un generico riferimento all'alterazione, peraltro temporanea, delle abitudini di vita dell'attore in seguito alla momentanea interruzione della somministrazione di energia elettrica, alterazione che non è assolutamente provata in punto di fatto e, peraltro, non configurerebbe, in ogni caso, una lesione di diritti inviolabili della persona, non potendosi elevare al rango di diritto costituzionalmente garantito quello allo svolgimento di non meglio determinate e specificate attività di svago, culturali e sociali della persona. Consegue la riforma della gravata pronuncia sul punto.
Tribunale di Potenza, Sentenza 17 agosto 2011, n. 1028

Enel - Ristrutturazione societaria - Costituzione di diverse società per azioni - Trasferimento di competenze - Enel - Distribuzione e vendita dell'energia ai clienti - Black-out del 28.09.2003 - Impossibilità della prestazione per causa non imputabile - Assenza di responsabilità. (D.Lgs. 16.03.1999, n. 79; c.c. art. 1218)
La ristrutturazione societaria dell'Enel operata con D.Lgs. n. 79 del 1999 ha determinato la costituzione di diverse società per azioni, cui sono state trasferite le varie competenze prima attribuite all'unica società esistente. A seguito del trasferimento di dette attività l'Enel può legalmente operare nel solo campo della distribuzione e della vendita dell'energia ai clienti, mentre resta ad essa precluso il potere di svolgere attività di produzione o trasmissione della stessa, in quanto trasferite ad una molteplicità di soggetti che conferiscono l'energia alla Rete di Trasmissione Nazionale, gestita dal G.R.T.N. che, a sua volta, consegna l'energia da chiunque prodotta ai distributori per la successiva consegna agli utenti finali. Rilevato quanto innanzi deve rilevarsi la insussistenza di qualsivoglia responsabilità dell'Enel Distribuzione S.p.A. per l'interruzione di somministrazione di energia elettrica in occasione del noto black-out del 28.09.2003, in quanto inadempimento di fatto determinato dalla impossibilità della prestazione per causa non imputabile al debitore ex art. 1218 c.c. Nel caso specifico, invero, la società medesima non ebbe la disponibilità di energia elettrica, dal momento che il Gestore della rete, a causa del guasto verificatosi in territorio svizzero, non poté più fornire energia elettrica alle società distributrici. Conseguentemente deve, nella specie, farsi luogo all'accoglimento del gravame proposto contro la sentenza del Giudice di pace recante l'affermazione di responsabilità dell'Enel a riguardo e la condanna della medesima società al risarcimento dei danni causati in occasione del menzionato evento.
Tribunale di Potenza, Sentenza 10 agosto 2011, n. 1019

Interruzione della fornitura di energia elettrica - Inconfigurabilità della responsabilità extracontrattuale della società di distribuzione - Guasto in territorio svizzero e mancata attivazione dei sistemi di sicurezza - Inadempimento della prestazione non imputabile alle società di distribuzione. (Cc, art. 1218)
E' infondata la pretesa risarcitoria formulata nei riguardi dell'Enel S.p.A. in relazione ai danni asseritamente subiti in conseguenza del notorio black out del 28 settembre 2003 trattandosi di un inadempimento determinato da impossibilità della prestazione per causa non imputabile alla società di distribuzione dell'energia elettrica, ai sensi dell'art. 1218 c.c. La causa dell'interruzione dell'energia elettrica, difatti, va ravvisata nella mancanza di disponibilità di energia da parte dell'Enel S.p.A. dal momento che il Gestore della rete, a causa di un guasto verificatosi in territorio Svizzero, non potè più fornire energia elettrica alle società distributrici. Ne conseguì il verificarsi del famoso black out, determinato dalla mancata attivazione della c.d. procedura di difesa che, ove attivata, avrebbe consentito di non sovraccaricare le linee e quindi non giungere alla completa paralisi delle stesse. Trattasi comunque, di comportamenti non ascrivibili alla responsabilità della società convenuta, configurandosi come inadempimenti all'esecuzione della prestazione di fornitura causati da fattori eccezionali e dall'indisponibilità dei sistemi di sicurezza che avrebbero potuto impedire l'evento.
Tribunale di Potenza, Sentenza 9 agosto 2011, n. 1011

Danno esistenziale - Interruzione della fornitura di energia elettrica per una durata temporale limitata e ricadente in gran parte in orario notturno - Esclusione della risarcibilità - Motivi. (Cc, artt. 2043, 2059)
Il danno non patrimoniale è categoria generale non suscettibile di suddivisione in sottocategorie variamente etichettate. In particolare, non può farsi riferimento ad una generica sottocategoria denominata danno esistenziale, perché attraverso questa si finisce per portare anche il danno non patrimoniale nell'atipicità, sia pure attraverso l'individuazione della apparente, tipica figura categoriale del danno esistenziale, in cui tuttavia confluiscono fattispecie non necessariamente previste dalla norma ai fini della risarcibilità di tale tipo di danno, mentre tale situazione non è voluta dal legislatore ordinario né è necessitata dall'interpretazione costituzionale dell'articolo 2059 del codice civile, che rimane soddisfatta dalla tutela risarcitoria di specifici valori della persona presidiati da diritti inviolabili secondo Costituzione. Palesemente non meritevoli della tutela risarcitoria, dunque, sono i pregiudizi consistenti in fastidi, disagi, disappunti, ansie ed in ogni altro tipo di insoddisfazione concernente gli aspetti più disparati della vita quotidiana che ciascuno conduce nel contesto sociale. Al di fuori dei casi determinati dalla legge ordinaria, solo la lesione di un diritto inviolabile della persona concretamente individuato è fonte di responsabilità risarcitoria non patrimoniale. Appurato, dunque, che in base ad una limitazione selettiva del risarcimento, non ogni pregiudizio di carattere non patrimoniale potrà trovare riparazione attraverso l'articolo 2059 del codice civile, deve ritenersi non meritevole di ristoro la semplice interruzione della fornitura di energia elettrica, per una durata temporale limitata e ricadente in gran parte in orario notturno, in quanto situazione non implicante una vera e propria lesione di interessi costituzionalmente protetti.
Tribunale di Potenza, Sentenza 15 luglio 2011, n. 969

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