danno da perdita del rapporto parentale

Il danno da perdita del rapporto parentale e le sue implicazioni nell'ambito della responsabilità medica

| 30 novembre 2015


Il danno da perdita del rapporto parentale consiste nella privazione di un valore non economico ma personale, costituito dalla irreversibile perdita del godimento del congiunto, dalla definitiva preclusione delle reciproche relazioni interpersonali.
Il danno da perdita del rapporto parentale va al di là del crudo dolore che la morte in sé di una persona cara, tanto più se preceduta da agonia, provoca nei confronti dei prossimi congiunti che le sopravvivono, concretandosi piuttosto esso nel vuoto costituito dal non potere più godere della presenza e del rapporto con chi è venuto meno e perciò nell'irrimediabile distruzione di un sistema di vita basato sull'affettività, sulla condivisione, sulla rassicurante quotidianità dei rapporti tra moglie e marito, tra genitore e figlio, tra fratello e fratello, nel non poter più fare ciò che per anni si è fatto, nonché nell'alterazione che una scomparsa del genere inevitabilmente produce anche nelle relazioni tra i superstiti.
Tale pregiudizio si colloca nell'area dell'art. 2059 c.c. nel cui alveo rientrano i danni di natura non patrimoniale. La quantificazione del danno in parola viene effettuata con criterio equitativo tenuto conto dell'intensità del vincolo familiare, della situazione della convivenza e di ogni ulteriore utile circostanza idonea a comprovare l'intensità del legame con il de cuius. L'intensità del vincolo familiare, ai fini della valutazione del danno morale conseguente alla morte di un prossimo congiunto, può già di per sé costituire un utile elemento presuntivo su cui basare la prova dell'esistenza del menzionato danno morale, in assenza di elementi contrari, mentre l'accertata mancanza di convivenza dei soggetti danneggiati con il congiunto deceduto può rappresentare soltanto un idoneo elemento indiziario da cui desumere un più ridotto danno morale.
L'Osservatorio sulla Giustizia civile di Milano nel corso dell'anno 2014 ha diramato la seguente tabella che dovrebbe costituire l'indice di determinazione del danno da perdita del rapporto parentale. Entro tali limiti i Tribunali a livello nazionale dovrebbero determinare la posta risarcitoria

Danno non patrimoniale per la morte del congiunto DA A
A favore di ciascun genitore per morte di un figlio € 163.080,00 € 326.150,00
A favore del figlio per morte di un genitore € 163.080,00 € 326.150,00
A favore del coniuge € 163.080,00 € 326.150,00
A favore del fratello per morte di un fratello € 23.600,00 € 141.620,00


Non risultano prefissati limiti di parentela alla risarcibilità del danno da perdita del rapporto parentale, essendo principio informatore di rango costituzionale quello del diritto delle vittime al risarcimento totale dei danni, patrimoniali e non patrimoniali, conseguente alla lesione dei diritti umani fondamentali (Corte Costituzionale 14 luglio 1986, n. 184). Risolvendosi nella perdita totale del familiare o della persona amata e cara, il danno da morte, ha rilievo anche nel rapporto di convivenza more uxorio, purché sia caratterizzato da intensità del vincolo, e trova tutela, ancora prima che sotto il profilo giuridico, nella coscienza sociale che ha ratificato tale forma di rapporto basato sulla convivenza stabile, sempre più diffuso nella nostra società e funge da filtro al fine di individuare i soggetti aventi diritto al risarcimento del danno da morte della persona cara. Quanto sopra esposto ha trovato conferma anche con la recente sentenza di Cassazione 46351/2014.
Sebbene nell'ambito della responsabilità medica -sussistendo una responsabilità contrattuale- sul sanitario ricade l'onere di provare che la l'atto medico sia stato eseguito correttamente, una volta accertata l'illegittimità della condotta sanitaria la prova del danno da perdita del rapporto del danno parentale è posta a carico del danneggiato, attore nel giudizio risarcitorio, in base alla generale enunciazione dell'art. 2697 c.c..
Tale voce di danno costituisce una delle poste risarcitorie più significative quando a seguito del decesso del paziente venga intrapresa dai prossimi congiunti una richiesta risarcitoria iure proprio e iure hereditatis.

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