Dal piano "Casa Italia" alle certificazioni sismiche e alle assicurazioni obbligatorie contro i terremoti

| 31/08/2016 13:58

di Angelo Paletta, docente di management


La tragedia del terremoto che ha avuto come epicentro le zone di Amatrice, Accumuli, Arquata e Pescara del Tronto, e l'invito del Governo a collaborare alla costruzione del piano "Casa Italia" riapre molte riflessioni. In primis, sull'importanza di costruire edifici pubblici e privati secondo moderne tecnologie antisismiche nonché sull'opportunità di rendere obbligatorie nei Comuni a rischio le polizze assicurative contro eventi catastrofali ¬ (alluvioni, inondazioni, terremoti, eruzioni vulcaniche).

Inoltre, sarebbe importante se le certificazioni sismiche nelle compravendite immobiliari divenissero obbligatorie, così come lo è stato per le certificazioni energetiche. Queste, infatti, a pena di nullità degli atti, in sede di stipula devono essere allegate ai contratti di trasferimento e di locazione degli immobili (art. 6, co. 3-bis, D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 192, introdotto dal D.L. 4 giugno 2013, n. 63, convertito con L. 3 agosto 2013, n. 90, recepente la Direttiva 2010/31/UE).

È evidente che se vi fosse l'introduzione del certificato sismico come nuovo strumento di informazione, questo contribuirebbe sia a fornire ulteriori elementi indicativi per la definizione del valore di mercato di un immobile, sia a segnalare l'importanza di tutelare a livello assicurativo le mura oggetto di negoziazione. E a livello giuridico si tratterebbe di due novità normative ad alto impatto economico, sociale e culturale in una nazione dove è carente la cultura della prevenzione.

Oltre 24 milioni gli italiani residenti in zone a rischio sismico

La penisola italiana e la Sicilia, con l'esclusione della Sardegna, si trovano al centro della faglia creata dalla spinta della placca africana sulla micro-placca adriatica facente parte della placca euroasiatica. Attualmente la micro-placca adriatica si sposta di circa 50 mm all'anno verso est comportando un graduale restringimento del Mare Adriatico.

Il Consiglio Nazionale dei Geologi ha fatto una mappatura a livello nazionale ed ha stimato che sono situati in zone ad elevata criticità sismica 24.147.410 residenti, 27.920 scuole e 2.188 ospedali.

Nelle regioni epicentro dell'ultimo terremoto vi sono: il Lazio, con 1.764.181 residenti in aree sismiche, 4.608 scuole e 209 ospedali; nei luoghi delle Marche a rischio vi sono 1.486.289 residenti, 1.767 scuole e 202 ospedali.

Il Governo fronteggia l'emergenza con 50 milioni e programma il piano "Casa Italia"
Il sisma di magnitudine 6 registrato alle ore 3,36 del 24 agosto e le successive 1.000 scosse di minore entità hanno causato centinaia di vittime e di feriti nonché migliaia di sfollati. Tuttavia i danni provocati dai movimenti tellurici dureranno per lungo tempo ed ingenti risorse pubbliche saranno giustamente impiegate per far fronte sia all'emergenza, tra cui il vitto e l'alloggio temporaneo degli sfollati, sia alle più complesse attività di programmazione per la ricostruzione.

A tal fine, nel Consiglio dei Ministri n. 126 dello scorso 25 agosto, il Governo ha definito i primi interventi per gestire l'emergenza del dopo-terremoto. Con la dichiarazione dello stato di emergenza sono stati stanziati i primi 50 milioni di euro unitamente all'esenzione tributaria temporanea per tutti i terremotati. I Comuni esentati dalle tasse sono: Arquata del Tronto (AP), Acquasanta Terme (AP), Montegallo (AP), Montefortino (FM), Montemonaco (AP), Montereale (AQ), Capitignano (AQ), Campotosto (AQ), Valle Castellana (TE), Rocca Santa Maria (TE), Accumoli (RI), Amatrice (RI), Preci (PG), Norcia (PG), Cascia (PG), Monteleone di Spoleto (PG).
Ma è evidente che i costi complessivi della ricostruzione saranno enormemente maggiori.
Il Consiglio Nazionale dei Geologi e la Protezione Civile stimano che a livello nazionale servano ben 50 miliardi di euro per mettere in sicurezza gli edifici pubblici, mentre per quelli privati il costo potrebbe attestarsi a circa 300 miliardi di euro. Per leggere meglio questi dati è necessario considerare che, secondo i geologi italiani, il 60% del patrimonio immobiliare nazionale è stato realizzato prima della Legge del 1974 che ha introdotto le norme tecniche per la costruzione in aree sismiche.

Nella riunione di ieri a Palazzo Chigi il presidente Matteo Renzi ha annunciato il varo del piano "Casa Italia" finalizzato a costruire un sistema di prevenzione infrastrutturale su tutto il territorio nazionale per ridurre il rischio di altre vittime causate da eventi catastrofali.

I fondi ipotizzati dal Governo dovrebbero essere pubblici e privati, a cui si aggiungerebbero dei finanziamenti dell'Unione Europea, che ha già messo a disposizione il sistema satellitare Copernicus per mappare i danni presenti sul territorio.

L'ABI annuncia la sospensione delle rate di mutui e finanziamenti ipotecari: fino a quando?

L'Associazione Bancaria Italiana (ABI) rende noto che «è impegnata per interventi a favore di coloro che si trovano improvvisamente in condizioni di difficoltà per aver subito il danneggiamento o l'inagibilità anche parziale degli immobili e delle strutture dedicate al lavoro».

L'ABI comunica che «in coerenza con le previsioni contenute nello specifico Protocollo di intesa sottoscritto con la Protezione Civile e le Associazioni dei consumatori lo scorso 26 ottobre, volto ad assicurare ovunque nel Paese equità e tempestività degli interventi a favore delle popolazioni colpite da calamità naturali, sta sensibilizzando i propri associati ad adottare ai residenti nei territori colpiti le previste sospensioni delle rate dei finanziamenti ipotecari collegati agli immobili residenziali, commerciali e industriali che abbiano avuto danneggiamenti anche parziali».

L'encomiabile presa di posizione dell'ABI produrrà delle temporanee sospensioni dei pagamenti. Sta di fatto che se i mutui ipotecari erogati per l'acquisto di immobili in quelle aree a rischio sismico fossero stati collegati con polizze assicurative contro i terremoti, buona parte dei debitori oggi non avrebbero subito il danno aggiuntivo di dover prima o poi pagare immobili che non esistono più.

Risk management contro i terremoti: le principali coperture assicurative da acquistare

Il valore di possedere una polizza assicurativa si comprende appieno solo quando si verifica il danno paventato. Sebbene l'Italia sia un territorio ad alto rischio sismico, la cultura di gestire i rischi pare non alberghi molto nella comune mentalità italiana. Eventi tragici come questo che hanno colpito i paesi laziali di Amatrice e di Accumuli e quelli marchigiani di Arquata e di Pescara del Tronto dovrebbero indurre a riflettere. Soprattutto ora che il Governo, memore anche del terremoto de L'Aquila, pare voglia seriamente lanciare un progetto su scala nazionale per mettere in sicurezza sia gli edifici pubblici sia quelli privati.

Il costo complessivo stimato per realizzare un simile progetto si aggira attorno ai 350 miliardi di euro. Ciò significa che tutti, enti pubblici e proprietari privati, dovranno assumere soluzioni molteplici per fronteggiare nel futuro possibili catastrofi. Sia a livello tecnologico-costruttivo, sia a livello amministrativo, sia a livello assicurativo.

Considerando quest'ultimo punto, è importante sapere che esistono polizze assicurative che proteggono i contraenti in caso di terremoto. Per un corretto risk management è fondamentale conoscere quali sono gli elementi oggetto di copertura, i limiti di indennizzo e le franchigie stabilite per i diversi eventi.

In primis, è fondamentale definire il capitale assicurato e la franchigia nel caso si verifichi l'evento catastrofale. Inoltre, vanno considerati i limiti percentuali di indennizzo delle spese per demolire, sgombrare, trasportare, smaltire e trattare le macerie. In aggiunta, devono essere misurabili percentualmente le spese di rimozione, trasporto, ricollocamento e deposito presso terzi dei beni contenuti nei locali danneggiati o distrutti dal sisma.

Non per ultimo, sarebbe utile scegliere una polizza che tenga conto di tutti i numerosi e complessi risvolti di un evento catastrofale e, quindi, assicuri le spese di pernottamento in albergo o in pensione o in soluzioni similari stabilendo una quota fissa giornaliera pro-capite fino ad una percentuale prestabilita connessa al capitale assicurato e per un arco tempo temporale predefinito. Infine, alcune assicurazioni per le residenze abitative a copertura dei danni da un terremoto garantiscono anche il pagamento di un capitale qualora nel corso del sisma il contraente o i suoi familiari subiscano un grave infortunio.

Terremoti: copertura assicurativa contro gli episodi di furto e sciacallaggio

Le fasi di post-terremoto spesso durano mesi, se non anni. E gli episodi di sciacallaggio, in genere, si verificano nei giorni e nelle settimane successivi ad ogni sisma. Le polizze assicurative potrebbero tutelare il contraente anche in caso di furto.

Questo fenomeno delinquenziale tristemente consueto si è ripresentato anche in questo sisma. Proprio tra le macerie di Amatrice i carabinieri hanno arrestato e condotto nel carcere di Rieti un 45enne pluripregiudicato che tentava di forzare con un cacciavite la porta di un'abitazione nonché una coppia di stranieri che si aggirava tra le case danneggiate e disabitate con strumenti da scasso.

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