Conferimento d'azienda e relazione di stima: responsabilità civile e penale dell'esperto

| 17/02/2017 15:31



Andrea De Panfilis, studio legale e tributario Russo De Rosa Associati e
Enrico Di Fiorino, studio legale Orlando e Fornari

Plus Plus 24 Diritto, Sistema Società 17.2.2017

Il nostro ordinamento attribuisce un ruolo di estrema rilevanza all'esperto, il quale, nell'ambito di una procedura di conferimento aziendale, è chiamato a verificare, nell'interesse della società conferitaria, dei suoi soci e dei suoi stakeholder (inclusi, in particolare, i creditori sociali), la corretta formazione del patrimonio sociale. Dall'assunzione dell'incarico discendono, pertanto, responsabilità di varia natura in capo all'esperto, che di seguito esamineremo in modo analitico, suddividendo i profili civilistici da quelli penali e ponendo, in particolare, attenzione alle diversità derivanti dal tipo societario della conferitaria (distinguendo tra società per azioni e società a responsabilità limitata).


Responsabilità civile dell'esperto

Con riferimento alla responsabilità civile dell'esperto, va distinto il piano dell'eventuale rapporto contrattuale diretto intercorrente tra esso ed il conferente da quello della sfera giuridica dei terzi nei cui confronti si riverberano gli effetti della relazione/valutazione operata dall'esperto (anche in assenza di legame contrattuale). Quanto al primo livello, almeno per quanto riguarda il conferimento d'azienda in s.r.l., vi è senz'altro un rapporto contrattuale diretto tra conferente ed esperto da esso individuato e nominato.

Tale rapporto contrattuale implica che l'esperto risponderà dei danni cagionati al conferente secondo le regole ordinarie in materia di responsabilità contrattuale ex art. 1218 c.c., secondo cui l'esperto che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno se non prova che l'inadempimento è derivato da impossibilità della prestazione a lui non imputabile (cd. inversione dell'onere della prova).

Quanto, invece, ai rapporti con i terzi diversi dal conferente, ai sensi dell'art. 2343, comma 2, c.c., in materia di conferimenti in natura in s.p.a. (norma espressamente richiamata per le s.r.l. ex art. 2465, comma 3, c.c.), il perito, nell'esecuzione dell'incarico conferito, è chiamato a rispondere «dei danni causati alla società, ai soci e ai terzi». In relazione a tale materia era in passato insorto un dibattito dottrinale in merito alla riconducibilità della responsabilità verso "terzi" nel novero della forma di responsabilità contrattuale o extracontrattuale (cd. aquiliana).

Secondo la dottrina ad oggi prevalente, la responsabilità dell'esperto nei confronti di tali soggetti si configura come responsabilità contrattuale derivante da obblighi di comportamento correlati allo status professionale rivestito dal perito. Infatti, pur non configurandosi tra l'esperto e la società, i soci ed i terzi, un vero e proprio rapporto contrattuale, la previsione normativa della nomina di un esperto dotato di particolari qualifiche professionali, chiamato dall'ordinamento a tutelare l'affidamento sulla correttezza della valutazione del bene conferito e dunque della formazione del capitale sociale, può essere considerata come una fonte atipica di obbligazioni ex art. 1173 c.c., dalla quale scaturisce una responsabilità da cosiddetto contatto sociale.

Ne consegue che, anche rispetto ad un'eventuale azione di responsabilità esercitata dalla società conferitaria o dai suoi soci o dai suoi creditori sociali, troveranno applicazioni le previsioni degli artt. 1218 e ss. c.c., che gravano l'esperto di un'inversione probatoria a suo carico.

Il legislatore civilistico, inoltre, anche nel caso di conferimenti di beni in natura senza relazione di stima (cd. regime alternativo), all'art. 2343-ter, comma 4, con riferimento alla valutazione operata dall'esperto indipendente ai sensi del comma 2, lett. b), dispone che «l'esperto risponde dei danni causati alla società, ai soci e ai terzi». Si evidenzia, tuttavia, che quest'ultima disposizione, diversamente dall'art. 2343 c.c., non richiama espressamente l'art. 64 c.p.c., in merito al quale si veda infra.

Responsabilità penale dell'esperto designato dal Tribunale nel caso di conferimento in s.p.a.


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