Garanzia della copertura assicurativa della responsabilità civile verso terzi: l'azione risarcitoria nei confronti del medico

13/12/2017 16:04

Commento a cura di Annamaria MARRA, Avvocato Esperto in Responsabilità Sanitaria


L'intervento normativo (Legge n. 24/2017, cd. legge Gelli-Bianco) che recentemente ha riformato il sistema della responsabilità civile in ambito sanitario, sebbene abbia fatto chiarezza sulla effettiva natura della suddetta responsabilità, tuttavia non ha escluso la possibilità per il paziente-danneggiato di citare in giudizio il medico ritenuto responsabile del danno subito.


In virtù della nuova previsione normativa (cfr. art. 7 della Legge 24/2017) la struttura sanitaria (pubblica o privata) ed il medico, che non abbia stipulato un contratto con il paziente, sono entrambi esposti all'azione civile del danneggiato e devono risarcire l'eventuale danno arrecato al paziente.


La responsabilità civile del medico tuttavia si atteggia diversamente rispetto a quella della struttura sanitaria ove egli presta la sua attività professionale.


A fronte di un danno cagionato al paziente il medico risponderà del proprio operato ai sensi dell'art 2043 c.c. (responsabilità extracontrattuale) mentre la struttura sanitaria risponderà ai sensi degli artt. 1218 e 1228 c.c. (responsabilità contrattuale) e ciò sia a seguito della condotta dolosa o colposa posta in essere dal medico, sia in caso di inadempimento degli obblighi derivanti dall'esecuzione del contratto di spedalità stipulato con il paziente a seguito di un ricovero o di una visita ambulatoriale.


Per effetto di tale scelta legislativa nell'attuale sistema civile, in tema di responsabilità sanitaria, si sono delineati due diversi ed autonomi titoli di responsabilità giustificati dalla diversa natura del soggetto "debitore" della prestazione sanitaria.


Basti pensare che le Aziende sanitarie, ai sensi del D. lgs 502/1992, devono garantire i cd. L.E.A (livelli essenziali e uniformi di assistenza) ed a tal fine sono dotate di personalità giuridica pubblica, autonomia imprenditoriale e patrimoniale.


L'opera professionale prestata dal medico all'interno della struttura sanitaria, invece, costituisce l'adempimento della prestazione lavorativa cui contrattualmente è obbligato.


L'esistenza di oneri probatori più gravosi e di termini prescrizionali più brevi potrebbe costituire una remora per l'instaurazione del giudizio risarcitorio nei confronti del medico, tuttavia tale possibilità non è preclusa dalla nuova normativa anche se il sistema delineato dal legislatore mira a contrastarla attraverso specifiche previsioni.


Al riguardo v'è da chiedersi quale forma di garanzia è tenuta a fornire la struttura sanitaria nel caso in cui il danneggiato chiami in causa il medico.


Per rispondere a questo interrogativo occorre prendere in esame il disposto dell'art.10, comma 2, della legge Gelli- Bianco secondo cui "le strutture sanitarie stipulano polizze assicurative o adottano altre analoghe misure per la copertura della responsabilità civile verso terzi degli esercenti le professioni sanitarie".


Dalla lettura della norma in commento emerge che il medico, che a qualunque titolo operi in strutture sanitarie pubbliche o private, dovrà stipulare, con oneri a proprio carico, soltanto una polizza di assicurazione per la colpa grave per l'ipotesi in cui venga promossa l'azione di responsabilità amministrativa per danno erariale indiretto oppure l'azione rivalsa.


Non vi è dubbio che il nuovo quadro normativo tenda ad assicurare una maggiore tutela in favore del medico nell'ipotesi in cui il danneggiato proponga l'azione risarcitoria nei suoi confronti. In quest'ottica l'eventuale giudizio civile vedrà coinvolta anche la struttura sanitaria in quanto tenuta all'adempimento dell'obbligo di cui all'art 10, comma 2, della Legge 24/2017.


L'obbligo della copertura assicurativa della responsabilità civile verso terzi degli esercenti le professioni sanitarie, facente capo alle strutture sanitarie, può essere adempiuto attraverso la stipula di un'idonea polizza assicurativa o attraverso l'adozione di "altre analoghe misure".


La scelta sulla modalità di adempimento dell'obbligazione ex lege è rimessa alla struttura sanitaria interessata che, tenuto conto della propria realtà aziendale e del livello di sinistrosità, valuterà quale opzione adottare.


Resta da chiarire se le analoghe misure, che attualmente si identificano con le ipotesi in cui le Aziende sanitarie decidono di gestire direttamente i rischi derivanti da responsabilità civile (c.d autoassicurazione), siano idonee a garantire efficacemente la finalità della nuova normativa anche perché siamo ancora in attesa dell'emanazione della normativa secondaria che dovrebbe chiarire quali siano i requisiti minimi di garanzia e le condizioni generali di operatività delle analoghe misure.

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