Agente perde in borsa i soldi dell'assicurato, l'assicurazione non risponde

| 31/01/2020 15:10

Nota a cura di Luca Peron e Francesco Torniamenti – Trifirò & Partners Avvocati

Trib. Venezia 9 gennaio 2020, n.31

Un assicurato conveniva in giudizio l'agente assicurativo e la compagnia assicuratrice deducendo di aver consegnato all'agente una somma di denaro affinché la stessa fosse investita in polizze assicurative; sennonché l'agente, di sua iniziativa ed affidandosi ad altro intermediario, aveva investito tali denari in un'operazione finanziaria speculativa che aveva dato esiti nefasti poiché, dopo poco tempo, l'intero capitale investito si era azzerato.

Per tale ragione, l'attore chiedeva, ai sensi dell'art. 2049 cod. civ., l'accertamento della responsabilità solidale della compagnia assicuratrice per l'illecito dell'agente e la condanna della stessa a risarcirgli una somma pari al capitale investito.

La compagnia si difendeva sostenendo che, dagli atti di causa, era emersa la consapevolezza dell'attore circa il fatto che l'agente, anziché investire i denari in polizze assicurative, li avrebbe "giocati" in borsa; infatti, l'attore aveva bonificato i denari investiti direttamente sul conto personale dell'agente aperto presso un noto intermediario finanziario che permetteva il trading online.

Il Tribunale, recependo le difese dell'assicurazione, ha escluso la responsabilità oggettiva della compagnia, ex art. 2049 cod. civ., per il fatto illecito dell'agente poiché da una parte non sussisteva alcun illecito in fattispecie (l'agente aveva effettuato gli investimenti in oggetto con il beneplacito dell'assicurato) e, dall'altra, l'investimento aveva riguardato prodotti finanziari che la compagnia nemmeno trattava e, quindi, l'agente aveva agito ultra mandato.

Era, pertanto, sorto un rapporto contrattuale privato tra l'agente e l'assicurato al quale la compagnia era del tutto estranea.

Per tali ragioni il Tribunale ha dichiarato, d'ufficio, la carenza di legittimazione passiva della compagnia assicuratrice a partecipare al giudizio aderendo all'orientamento della Cassazione per cui la titolarità di una parte nel rapporto controverso può essere esclusa dal Giudice anche in assenza di una specifica domanda della parte (Cass. 15 maggio 2018, n. 11744).

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