Cessazione del rapporto di agenzia e liquidazione indennità all'agente, nota a sentenza del Tribunale di Roma 19.09.2017

27/10/2017 08:14

Nota a cura dell'avv. Maria Chiara Costabile e Avv. Antonio Aria

In caso di mancata sussistenza di vantaggi in capo alla Preponente dopo la cessazione del rapporto di agenzia, all'Agente spetta solamente l'indennità ex Accordo Economico Collettivo Commercio che, comunque, deve essere equa e compensativa dell'attività prestata dall'Agente

Tribunale di Roma, Sez. Lavoro, 19.09.2017


Il Tribunale di Roma, con la sentenza del 19 settembre scorso, con riguardo alla risoluzione di un rapporto di agenzia, si è pronunciato in merito alla sussistenza dei requisiti per l'erogazione della differenza fra quanto previsto a titolo di indennità meritocratica e quanto previsto dall'art. 1751 c.c.


Nel caso specifico, la Preponente comunicava all'Agente la risoluzione ordinaria con preavviso dal rapporto, corrispondendogli successivamente l'indennità di risoluzione, l'indennità suppletiva di clientela e l'indennità meritocratica previste dall'AEC Commercio.


L'Agente adiva il Tribunale per sentire accertare il diritto a percepire anche l'indennità ex art. 1751 c.c.


Si costituiva la Preponente contestando il diritto dell'Agente a percepire anche l'indennità di cui all'art. 1751 c.c. per assenza dei requisiti necessari, ovvero:


- aver procurato nuovi clienti alla Preponente o aver sviluppato gli affari con i clienti esistenti;
- presenza di sostanziali vantaggi dai clienti nuovi o sviluppati anche dopo la cessazione del rapporto.


Il Giudice, dopo aver ricordato il principio secondo cui la normativa collettiva deve essere qualificata come un minimo garantito a favore dell'Agente e che, pertanto, si debba applicare la normativa più favorevole fra quella ex codice civile e quella ex Accordi Economici Collettivi, ha ritenuto necessario approfondire la sussistenza o meno dei sopradetti requisiti previsti dalla normativa codicistica.


Quanto al primo, il Tribunale ha accertato che a fronte dell'attività dell'Agente era stato acquisito in capo alla Preponente un nuovo cliente con un sensibile aumento del fatturato complessivo.
Valutazione differente veniva effettuata in merito al requisito della permanenza dei vantaggi in capo alla Società dopo la cessazione del rapporto.


Infatti, gli elementi contabili, ritenuti pacifici da parte sia della Preponente che dell'Agente, avevano evidenziato che dal momento della cessazione del rapporto di agenzia i rapporti con il cliente si erano ridotti sensibilmente nei primi due trimestri e drasticamente nei due successivi e che, quindi, i vantaggi in capo alla Preponente avevano avuto solamente una fisiologica e temporanea prosecuzione.


Escluso, quindi, il diritto all'indennità codicistica, il Giudice ha, altresì, ritenuto che l'indennità erogata ai sensi dell'AEC, pari al 55% dell'importo massimo erogabile ai sensi dell'art. 1751 c.c., fosse equa e compensativa dell'attività svolta da parte dell'Agente alla luce dell'integrale esaurimento degli effetti dell'attività in un brevissimo lasso temporale.

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