Sì al licenziamento per inadempimento degli obblighi informativi

30/11/2017 16:42


Nota a cura dell' avv. Francesco Pizzuto

Nel rispetto della contrattazione collettiva, il lavoratore che si assenta dal lavoro per malattia è tenuto a comunicare al datore di lavoro il motivo della sua assenza.

L'inosservanza di tale obbligo, in assenza di un concreto impedimento, può portare persino al licenziamento. Il fattore determinante non è l'effettività o meno della malattia, quanto l'inadempimento degli obblighi di comunicazione che gravano sul dipendente.

È quanto ha statuito la Corte di Cassazione l'8 novembre 2017 con la sentenza n. 26465. La stessa decisione ammette anche il licenziamento con preavviso per i casi di assenza priva di giustificato motivo e prolungata oltre quattro giorni consecutivi.

Nella fattispecie esaminata dalla Suprema Corte, il lavoratore, dopo un periodo di malattia (e a seguito della visita di controllo che lo aveva ritenuto idoneo a riprendere il lavoro) non si era ripresentato in azienda, proseguendo la malattia, senza darne comunicazione al datore di lavoro ed omettendo di trasmettere copia della relativa certificazione medica.

Tale comportamento aveva avuto una durata superiore a quattro giorni, corrispondenti ad altrettanti giorni di assenza ingiustificata, ipotesi in cui, appunto, il contratto collettivo (metalmeccanici) prevede il licenziamento (apice delle sanzioni disciplinari).

La ratio di questa previsione risulta essere ben chiara, coincidendo di fatto con l'esigenza di rendere conscio il datore di lavoro nel più breve tempo possibile in merito all'assenza di un dipendente; solo così il primo può essere messo in condizione di provvedere tempestivamente a tutela del buon funzionamento dell'impresa e della produzione.

"Le parti sociali hanno valutato, con apprezzamento insindacabile dei contrapposti interessi, che il protrarsi dell''assenza non assistita dall'adempimento degli obblighi suddetti costituisce inadempimento così grave da giustificare il licenziamento, in quanto trascende il limite di tollerabilità di un''assenza non giustificata".