accertamento

Costi del personale per incentivazione all'esodo certi e deducibili solo con l'accordo col singolo lavoratore

| 21/05/2018


Il costo per l'anticipata cessazione del rapporto di lavoro nei casi di incentivazione all'esodo diviene certo (e quindi deducibile secondo il principio di competenza) non quando viene siglato l'accordo generale con le organizzazioni sindacali, ma quando il singolo lavoratore sottoscrive con l'azienda l'accordo personale per la cessazione anticipata del rapporto di lavoro, corrispondente all'anno di erogazione dell'incentivo all'esodo.

Decisione: Sentenza n. 1706/2018 Cassazione Civile - Sezione V

Massima: Il costo per incentivazione all'esodo diviene certo (e quindi deducibile secondo il principio di competenza) non quando viene siglato l'accordo generale con le organizzazioni sindacali, ma quando il singolo lavoratore sottoscrive con l'azienda l'accordo personale per la cessazione anticipata del rapporto di lavoro, corrispondente all'anno di erogazione dell'incentivo all'esodo.

Osservazioni.
La Suprema Corte ha ritenuto corretta la ripresa a tassazione, operata all'Ufficio, dei costi che l'azienda aveva imputato per competenza all'esercizio in cui fu siglato l'accordo con le organizzazioni sindacali per l'anticipata cessazione dei rapporti di lavoro, cui seguirono, nell'esercizio successivo, i singoli accordi (e il pagamento delle somme).
Nell'affrontare le questioni oggetto di ricorso, la Cassazione si è anche pronunciata sull'altro motivo di appello incidentale della società, col quale sosteneva l'illegittimità della sentenza che ha respinto il motivo relativo alla nullità/illegittimità degli avvisi di accertamento, in quanto emessi a conclusione di una verifica illegittimamente protrattasi oltre il limite temporale previsto dall'art.12 quinto comma legge 27 luglio 2000 n.212. Il Collegio, richiamandosi a precedenti pronunce, ha ritenuto il motivo infondato: in tema di verifiche tributarie, la violazione del termine di permanenza degli operatori dell'Amministrazione finanziaria presso la sede del contribuente, previsto dall'art. 12, comma 5 della legge 27 luglio 2000, n. 212, non determina la sopravvenuta carenza del potere di accertamento ispettivo, né l'invalidità degli atti compiuti o l'inutilizzabilità delle prove raccolte, perché nessuna di tali sanzioni è stata prevista dal legislatore. (Sez. 5, Sentenza n. 7584 del 15/04/2015)

Giurisprudenza rilevante.
• Cass. 7584/2015

Disposizioni rilevanti.
LEGGE 27 luglio 2000, n. 212
Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente
Vigente al: 20-05-2018
Art. 12 - Diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fisca
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