Il lavoro agile come strumento di supporto ai lavoratori con familiari in situazioni di handicap - Case History

25/06/2018 15:11


Dott.ssa Maria Luisa De Cia, Consulente del Lavoro - Partner Studio Villa & Villa e Associati (www.stvtax.it)


La conciliazione dei tempi di vita e lavoro è maggiormente sentita e necessaria per le famiglie
che devono quotidianamente organizzare la vita familiare in funzione ai tempi, alle scadenze ed
alle esigenze di familiari con disabilità.

Il bisogno di cure e di assistenza del familiare disabile ancor più stringente quando sono i figli a
necessitarne, spesso confligge con la resa della prestazione lavorativa al di fuori dell'ambito
familiare con ciò determinando uscite dal mondo del lavoro da parte di uno dei genitori, uscite
che quasi sempre coincidono con la madre, la donna.

In questo ambito già di per se' difficile, il datore di lavoro può contribuire al benessere del proprio
lavoratore e della di lui famiglia, agevolando e favorendo la modalità agile della prestazione
lavorativa.

Alternare la presenza di entrambi i genitori nell'ambito del nucleo familiare, permette a ciascuno
di poter accedere al mondo del lavoro senza penalizzazioni consentendo ad entrambi di poter
vivere la propria professione senza limitazioni e con pari opportunità.

E proprio per un lavoratore che nel suo nucleo familiare annovera due figli con disabilità che
Camì Srl, società comasca leader nell'informatica per la grande distribuzione, ha posto in essere
un accordo di smart working che consente al lavoratore di poter conciliare l'assistenza ai figli con
le esigenze lavorative proprie e del coniuge.

La natura della prestazione lavorativa, fortemente connotata dall'utilizzo di tecnologie
all'avanguardia, consente al lavoratore di poter svolgere le sue funzioni al di fuori dei locali
aziendali e, nei limiti della ragionevolezza imposta dalla Legge 81/2017, ovunque gli impegni
familiari richiedano la sua presenza.

Se inizialmente Camì Srl e il lavoratore avevano valutato l'opportunità di ricorrere al telelavoro,
le limitazioni imposte dalle norme regolatrici, confliggevano con le esigenze di flessibilità che la
situazione familiare specifica richiedeva al lavoratore.

Pertanto, superata anche la limitazione dell'orario fisso a vantaggio di obiettivi che possono
essere raggiunti con diversa articolazione del tempo dedicato al lavoro e la presenza stabile
presso una postazione pur se nel proprio domicilio, il lavoratore può supportare i propri figli
senza dover ridurre e/o penalizzare la propria prestazione lavorativa e, conseguentemente,
anche la sua carriera.

Lo smart working quindi deve essere inteso non solo come delocalizzazione della prestazione
lavorativa ma come strumento per supportare i lavoratori nell'ambito delle esigenze di cura della
famiglia. L'azienda, per contro, potrà contare sulla fidelizzazione del lavoratore e sulla qualità
della prestazione resa dallo stesso commisurandone i risultati e gli obiettivi assegnati.
Non va, inoltre, sottovalutato come lo smart working sia uno strumento teso a ridurre
sensibilmente anche il fenomeno dell'assenteismo o della fruizione imprevista e non
programmata ne' programmabile di permessi con conseguente impatto nella organizzazione del
lavoro.