31 ottobre 2018, per i contratti a termine è iniziato il countdown per la fine del regime transitorio

| 26/10/2018 08:48


A cura dell'avv. Damiana Lesce – Studio Trifirò & Partners


La nuova normativa sui contratti a termine introdotta dal decreto Dignità, convertito con modificazioni nella legge n. 96 del 2018, entrerà pienamente in vigore a decorrere dal 1^ novembre 2018.


Più precisamente, il 31 ottobre scadrà il periodo transitorio che consente di rinnovare o prorogare i contratti a tempo determinato secondo le regole della vecchia disciplina, vale a dire, 36 mesi acausali (anziché 12 acausali + 12 causali); 5 proroghe (anziché 4).


Tra i tanti, il tema più ricorrente in questi giorni è quello relativo alla possibilità di anticipare (in data precedente il 1^ novembre 2018) la stipulazione della proroga di contratti che hanno la loro scadenza naturale in un periodo successivo al 31 ottobre.


La legge si limita a prevedere che le nuove disposizioni si applicano (ai rinnovi e) alle proroghe contrattuali successive al 31 ottobre 2018.


La preannunciata circolare ministeriale sulla nuova normativa non è ancora stata emanata.
In questo contesto, le interpretazioni divergono.


Attualmente, secondo una interpretazione prevalente, alla domanda se sia possibile, oggi, prorogare un contratto la cui scadenza naturale sia fissata oltre il 31 ottobre 2018, viene risposto di si.


A sostegno di tale interpretazione, si può innanzitutto affermare che nessuna norma di legge disciplina e/o regolamenta il momento in cui le parti debbono/possono pattuire la proroga del contratto a termine.


Anticipare la proroga del contratto è funzionale alle esigenze produttive ed organizzative del datore di lavoro in quanto gli consente di sapere in anticipo se potrà continuare ad avvalersi della prestazione del dipendente. A tal proposito, si ricorda che la proroga del contratto necessita del consenso del lavoratore.


Anticipare la proroga del contratto può anche essere funzionale alle esigenze del lavoratore il quale conoscerà in anticipo il proprio stato di occupazione o disoccupazione per i mesi a venire.
Non mancano, tuttavia, interpretazioni di senso diverso che si pongono il tema di dover giustificare ex post, in caso di impugnazione del contratto, le ragioni di una proroga stipulata con largo anticipo rispetto alla naturale scadenza del contratto e, quindi, il rischio che, in assenza di ragionevoli "giustificazioni", il Giudice possa ritenere illegittima la proroga e, con essa il contratto a termine, applicando l'art. 1344 cod. civ.


Ai sensi della predetta norma la "causa" del contratto è illecita quando quest'ultimo costituisce il mezzo per eludere l'applicazione di norme imperativa.


Quindi, nel caso in esame, il Giudice potrebbe statuire che la stipulazione anticipata della proroga, pur essendo un atto formalmente lecito, sia stato lo strumento per eludere la nuova disciplina sul contratto a termine.


Il tema, laddove dovesse mai porsi, in realtà richiederà ulteriori analisi ed approfondimenti di carattere giuridico tenuto conto, ad esempio, dell'interesse anche del lavoratore alla stipulazione della proroga (quale alternativa alla cessazione definitiva del suo rapporto con quel datore di lavoro) nonché, quindi, del suo "concorso" nella stipulazione del contratto asseritamente in frode alla legge.


Fermo restando quanto sopra, si può concludere che, in considerazione delle predette esigenze organizzative del datore di lavoro, sarà più facilmente difendibile l'anticipazione della proroga di un contratto a termine avente naturale scadenza in un momento non molto distante dal 31 ottobre. Diversamente, potrà presentare maggiori difficoltà giustificare l'anticipazione della proroga di un contratto a scadenza molto lontana dal 31 ottobre 2018.


Da ultimo, vi è anche il tema di dare valenza di "data certa" alla data (necessariamente precedente il 1^ novembre) di stipulazione della proroga, onde evitare contestazioni sul fatto che, in realtà, il contratto è stato prorogato post 31 ottobre 2018.


Diversa è la questione con riferimento alla possibilità di rinnovare, prima del 31 ottobre 2018, un contratto a scadenza successiva.


Se per la proroga si tratta sostanzialmente di prolungare la durata del (medesimo) contratto, il rinnovo è, di fatto, la stipula di un nuovo contratto. Ciò, peraltro, dovrebbe avvenire nel rispetto del c.d. stop and go. I rischi di dichiarazione giudiziale di illegittimità del contratto in questo caso appaiono più significativi.