contratto di agenzia

Indennità di fine rapporto in caso di disdetta per grave inadempimento per mancato raggiungimento degli obiettivi

15/11/2018 11:03


Commento Sent Tribunale di Reggio Emilia, Sentenza 10 maggio 2017, n. 141

A cura degli avv.ti Stefano Fierro e Maria Rosaria Pace


In seguito alla comunicazione da parte della Casa Mandante del recesso ex nunc-,per il mancato raggiungimento del minimo di affari annualmente inserito nel contratto-, un Agente che collaborava da anni ha convenuto in giudizio la mandante chiedendo al Giudice di appurare la nullità della clausola risolutiva espressa.

La circostanza che nel contratto di agenzia sia presente la clausola risolutiva espressa non preclude al Giudice di acclarare , alla luce delle caratteristiche del rapporto e della sua cessazione, l'effettiva esistenza della giusta causa richiamata nella disdetta .

Su tale punto fondamentale il Tribunale di Reggio Emilia richiama la giurisprudenza della Suprema Corte la quale argomenta che "in caso di ricorso da parte della preponente ad una clausola risolutiva espressa, tale clausola può ritenersi valida nei limiti in cui (…) non venga a giustificare un recesso in tronco attuato in situazioni concrete e con modalità a norma di legge o di accordi collettivi non legittimanti un recesso per giusta causa, sicché in tali casi il giudice deve comunque verificare che sussista un inadempimento colpevole dell'agente integrante giusta causa di recesso" (Cassazione Civ. sentenza del 18.05.2011 n. 10934 ) e ricorda peraltro che, nel valutare l'effettivo inadempimento dell'agente da cui è' scaturita la disdetta ,e' necessario occorre tenere a mente che il rapporto tra la Preponente e l'agente di commercio è caratterizzato da un vincolo di estrema fiducia di particolare , per cui il venir meno di alcuni presupposti della buona fede può rappresentare ,di per se' , causa tale da non consentire la prosecuzione, neppur provvisoria, del rapporto.

il Tribunale Emiliano di Reggio Emilia ha escluso che ricorresse giusta causa di recesso ad nutum, avendo acclarato che:

a."le vendite effettuate dalla ricorrente nell'anno 2014 ammontano ad € 525.749,00, pertanto lo scollamento dal budget è di una percentuale di circa il 13% in meno, percentuale da considerarsi sostanzialmente modesta o comunque di non tale gravità "

b."nessun precedente accenno, prima della lettera di recesso, è stato fatto alla lavoratrice (la cui anzianità senza macchie avrebbe meritato) in corso d'anno richiamandola ad una maggiore attenzione al proprio portafoglio"

c. tale decremento del fatturato era in buona parte riconducibile alla decisione della preponente, l'anno precedente, di sottrarre all'agente un cliente importante e consolidato (peraltro, sommando il fatturato di tale cliente a quello delle altre vendite apportate dall'agente nell'anno in considerazione, il minimo di affari sarebbe stato senza dubbio raggiunto);

d.negli anti antecedenti, l'agente aveva realizzato risultati economici buoni e comunque soddisfatto gli obiettivi di fatturato;

e.nell'anno in esame, l'agente aveva profuso un notevole impegno nello svolgimento del proprio mandato (anche per far fronte alla perdita del cliente ), aveva apportato due nuovi clienti e il riflesso di tale impegno era verificabile già nei primi mesi dell'anno successivo, sino al recesso, nell'andamento nettamente positivo degli affari apportati dall'agente, in ripresa rispetto all'anno precedente;

f." non emerge in alcun modo che il contestato calo di fatturato sia significativo del sostanziale disinteresse dell'agente nella cura della zona affidata, o sia altrimenti imputabile, e per quali ragioni, alla ricorrente, ed anzi lo scostamento dei risultati raggiunti dalla ricorrente non appare significativo, se comparato alla media degli altri agenti di zone limitrofe e a quelli raggiunti nell'anno precedente dal medesimo agente"

Il Tribunale di Reggio Emilia ha sancito che la condotta secondo buona fede avrebbe dovuto far riflettere la preponente circa il decremento del fatturato annuale imputata all'agente considerandola come temporanea e connessa alle fluttuazioni del mercato ,al momento della decisione di cessazione del rapporto.

Quando il giudice accerta che la giusta causa invocata non sussiste, la risoluzione si converte "in un recesso senza preavviso, che determina la riespansione del diritto della controparte a percepire le previste indennità, ed all'eventuale risarcimento del danno" ( Cassazione Civile, sentenza del 30.09.2016, n. 19579 ).

Vetrina