decreto Cura Italia

La circolare INPS, 25 marzo 2020, n. 45 sui congedi e permessi straordinari previsti dal decreto Cura Italia per l'emergenza COVID-19

31/03/2020 18:06

Istituto Nazionale Previdenza Sociale|, Circolare| 25 marzo 2020, n. 45

a cura dell' avv. Francesco Torniamenti – Trifirò & Partners Avvocati


L'INPS, con la circolare in epigrafe, ha fornito importanti indicazioni relativamente alla possibilità, per i lavoratori dipendenti del settore privato, i lavoratori iscritti alla Gestione separata nonché i lavoratori autonomi, di fruire dei congedi straordinari dovuti alla emergenza Covid-19 introdotti dagli artt. 23- 24 del D.L. 17 marzo 2020, n. 18 (c.d. "Decreto Cura Italia").
In sintesi, la circolare INPS verte sulle seguenti previsioni.

Il congedo parentale COVID-19
L'art. 23 del Decreto Cura Italia prevede che, a decorrere dal 5 marzo 2020, durante il periodo di sospensione delle scuole dovute all'emergenza Covid-19, i lavoratori dipendenti o autonomi iscritti alla gestione separata INPS, genitori (anche adottivi o affidatari) di figli di età non superiore ai 12 anni hanno diritto di fruire di un congedo parentale - continuativo o frazionato - di massimo 15 giorni e di percepire, durante tale periodo, una indennità pari al 50% della retribuzione (in caso di lavoratori dipendenti) o del reddito giornaliero – per ogni giorno di congedo - determinato secondo la base di calcolo utilizzata per quantificare l'indennità di maternità (per i lavoratori autonomi). E' poi riconosciuta, per tale periodo di congedo, la contribuzione figurativa.

Il congedo in parola può essere richiesto anche per assistere figli di età superiore a 12 anni se affetti da disabilità grave ex art. 4, L. n. 104/92.

Tale congedo straordinario è riconosciuto alternativamente ad uno solo dei genitori, ed è subordinato alla condizione che, nel nucleo familiare, non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell'attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore.

La circolare ha evidenziato che – se, durante il periodo di sospensione del servizio scolastico, i genitori stanno fruendo dell'ordinario periodo di congedo parentale ex artt. 31-33 D.lgs. n. 151/2001, oppure del congedo parentale "lungo" (tre anni) per i figli con disabilità ex art. 33 co. 1, L. n. 104/92 - tali periodi sono d'ufficio convertiti in "congedo Covid-19" e, pertanto, saranno compensati con l'indennità del 50% della retribuzione o del reddito giornaliero (in caso di lavoratori autonomi) e non saranno computati nella durata massima congedo parentale ordinario.

In alternativa alla fruizione di tale congedo, i genitori possono scegliere la corresponsione di un bonus una tantum per l'acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di 600 euro.

Inoltre, sempre ai sensi dell'art. 23, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato (anche adottivi o affidatari), con figli di età compresa tra i 12 ed i 16 anni, hanno diritto ad assentarsi dal lavoro, sempre per un periodo frazionato o continuativo di 15 giorni, senza corresponsione di indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa ma con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro. Ciò sempre a condizione che, nel nucleo familiare, non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito e che entrambi i genitori lavorino.

Sotto l'aspetto pratico: i) i lavoratori dipendenti del settore privato che vogliono fruire dei suddetti congedi devono presentare istanza al datore di lavoro e all'INPS. I datori di lavoro comunicheranno all'INPS le giornate di congedo richieste dai lavoratori attraverso il flusso UniEmens utilizzando i codici indicati nella circolare in commento; ii) i lavoratori autonomi dovranno fare specifica istanza all'INPS in via telematica e potranno chiedere l'indennizzo anche in relazione a periodi di tempo antecedenti alla presentazione della domanda, purché successivi al 5 marzo 2020.

I permessi straordinari ex L. n. 104/92

Ai sensi dell'art. 24 del Decreto Cura Italia, i lavoratori dipendenti pubblici o privati che possono beneficiare, ai sensi dell'art. 33, co. 3, L. n. 104/92, di tre giorni di permesso mensili per assistere un parente disabile, hanno diritto, per i mesi di marzo e aprile 2020, alla fruizione di un ulteriore periodo di congedo retribuito per complessivi 12 giorni.
Secondo la circolare, tali permessi ulteriori possono essere fruiti anche consecutivamente nel corso di un solo mese oppure possono essere frazionati anche in ore secondo le modalità di calcolo già stabilite dall'INPS e ribadite nella circolare in oggetto.

Il beneficiario che assiste più parenti disabili potrà cumulare tali permessi per ogni parente assistito.

Anche in questo caso, la circolare precisa che il datore di lavoro deve comunicare all'INPS le giornate di congedo fruite dai lavora tori attraverso il flusso UniEmens utilizzando i codici indicati nella stessa circolare.

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