L'informativa sul trattamento dei dati personali per i lavoratori in servizio in pendenza di Covid19

| 01/04/2020 15:02


Commento di Laura Marretta e Tommaso E. Romolotti - Avvocati, Romolotti Marretta Law Firm


Il 14 marzo 2020 viene sottoscritto tra organizzazioni datoriali e sindacali su invito del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro dell'economia, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro della salute il Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro (da qui in avanti solo "Protocollo").


Tale documento, tenendo conto della volontà di coniugare la prosecuzione delle attività produttive con la garanzia di condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro e delle modalità lavorative, partendo dal presupposto che il COVID-19 rappresenta un rischio biologico generico per il quale occorre adottare misure uguali per tutta la popolazione italiana, contiene nelle sue 7 pagine misure di precauzione per tutelare la salute delle persone presenti all'interno dell'azienda e garantire la salubrità dell'ambiente di lavoro.


Il documento, dopo una premessa, si presenta suddiviso in 13 sottotitoli (1-informazione; 2-modalita' di ingresso in azienda; 3-modalita' di accesso dei fornitori esterni; 4-pulizia e sanificazione in azienda; 5-precauzioni igieniche personali; 6-dispositivi di protezione individuale; 7. gestione spazi comuni - mensa, spogliatoi, aree fumatori, distributori di bevande e/o snack…-, 8-organizzazione aziendale -turnazione, trasferte e smart work, rimodulazione dei livelli produttivi-, 9- gestione entrata e uscita dei dipendenti, 10-spostamenti interni, riunioni, eventi interni e formazione, 11-gestione di una persona sintomatica in azienda, 12-sorveglianza sanitaria/medico competente/rls, 13-aggiornamento del protocollo di regolamentazione) che racchiudono utilissime indicazioni per la messa in sicurezza degli ambenti di lavoro dal punto di vista della tutela della salute delle persone presenti all'interno dell'azienda e, quindi, per garantire la salubrità dell'ambiente di lavoro stesso vista come misura volta a tutelare i lavoratori.


Questo articolo non vuole entrare nel dettaglio del Protocollo in quanto si limita alla personal data protection, inclusa l'informativa da fornire ai lavoratori che espletano la propria attività in pendenza ed in concomitanza della pandemia, e si concentrerà quindi su quanto previsto dal Protocollo solo in questo specifico ambito.


Nel Protocollo viene definito quali siano le informazioni che l'azienda deve fornire al lavoratore e tra queste vi è il fatto che quest'ultimo deve comunicare tempestivamente e responsabilmente al datore di lavoro se abbia sintomi di influenza, temperatura febbrile se provenga da zone a rischio posto che in presenza di tali condizioni non potrà accedere/permanere in azienda; se sia stato in contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, posto che in tale ipotesi, per come previsto dall'Autorità, dovrà informare il medico di famiglia e l'Autorità sanitaria e, quindi, rimanere al proprio domicilio; se avverta sulla sua persona sintomi influenzali durante l'espletamento della prestazione lavorativa, avendo cura di rimanere ad adeguata distanza dalle persone presenti, inoltre, in tal caso, verrà posto in isolamento secondo quanto previsto nel punto 11 del Protocollo


Inoltre il Datore di lavoro deve rendere noto al lavoratore che questo prima dell'accesso al luogo di lavoro potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea avvisandolo del fatto che, se tale temperatura risultasse superiore ai 37,5°, non gli sarà consentito di accedere ai luoghi di lavoro e momentaneamente sarà posto in stato di isolamento con uso obbligatorio della mascherina.


Ora appare di tutta evidenza come, quanto sopra enunciato, determini in capo all'azienda un trattamento di dati personali (ex art 4 n. 1 GDPR) e particolari (ex art 9 GDPR) ulteriori al normale svolgimento dell'attività lavorativa, sia che tali dati siano direttamente forniti dal lavoratore sia che siano acquisiti dal datore di lavoro, pertanto il titolare del trattamento dovrà somministrare al lavoratore un'idonea informativa ex art 13 GDPR e dovrà/potrà utilizzare i dati raccolti per prevenire il contagio da COVID-19 nei limiti consentiti dalla legge.


L'informativa che, nel caso, potrà essere anche fornita oralmente, dovrà riportare tutti i contenuti enunciati all'interno dell'art 13 GDPR di cui l'interessato non sia già in possesso.

La Finalità potrà essere individuata nella prevenzione dal contagio da COVID-19, la Base Giuridica è da rinvenirsi nel dover dar seguito, da parte del Titolare, a quanto indicato nel DPCM 11 marzo 2020, ossia nella necessità d'implementare i protocolli di sicurezza anti-contagio ai sensi dell'art. art. 1, n. 7, lett. d) del DPCM 11 marzo 2020 (ex art 6 comma 1 lett. c), pertanto si suggerisce di raccogliere/venire a conoscenza solo i/dei dati necessari, adeguati e pertinenti rispetto alla prevenzione del contagio da COVID-19.

Ovviamente la raccolta di tali dati soggiace ad un obbligo legale quindi si dovrà anche indicare all'interessato quali siano le conseguenze nel caso in cui si rifiuti di comunicare quanto richiesto o si opponga alla raccolta diretta del dato relativo alla temperatura corporea.

In relazione ai destinatari il Protocollo ricorda che i dati non devono essere diffusi o comunicati a terzi al di fuori delle specifiche previsioni normative (es. in caso di richiesta da parte dell'Autorità sanitaria per la ricostruzione della filiera degli eventuali "contatti stretti di un lavoratore risultato positivo al COVID-19).

La durata del trattamento potrà essere individuata nel termine previsto dallo stato d'emergenza salvo non intervengano ulteriori necessità. Bisognerà indicare inoltre il luogo in cui i dati particolari raccolti verranno trattati.


Ovviamente, nel caso in cui l'interessato non abbia già ricevuto precedenti informative, si dovranno anche indicare in aggiunta a quanto sopra descritto e nell'ordine presentato dall'art 13 GDPR anche l'identità ed i dati di contatto del Titolare, nel caso sia stato nominato un DPO, i dati di contatto di quest'ultimo.

Dovranno essere elencati tutti i diritti di cui l'interessato gode e la modalità con cui esercitarli e quindi i tempi di riscontro della risposta di cui gode il Titolare.


Resta inteso che l'informativa qui descritta con le caratteristiche sopra riportate andrà somministrata non solo ai dipendenti ma anche a tutti coloro che per motivi lavorativi entrano in contatto con il Titolare (consulenti, fornitori etc…) questi soggetti dovranno fornire le informazioni citate e saranno soggetti alla misurazione della temperatura.

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