Il bene gravato da un vincolo reale strumentale alla confisca può essere alienato

| 16/02/2017 14:45


Fabrizio Ventimiglia, avvocato


Con la sentenza n. 1916/17 la Suprema Corte ha chiarito i poteri spettanti in capo all'Autorità Giudiziaria nel caso di beni sottoposti ad un vincolo coercitivo finalizzato alla confisca.
Nella vicenda oggetto della sopra citata sentenza, un soggetto indagato per reati per i quali era prevista la confisca per equivalente si era visto sequestrare diversi beni mobili.

Nel corso dell'esecuzione di tale sequestro il G.i.p. aveva disposto la vendita di un'automobile di proprietà dell'indagato in considerazione della deperibilità della stessa.

In seguito al rigetto dell'opposizione avverso tale provvedimento, l'indagato a mezzo del proprio difensore aveva proposto ricorso per Cassazione, lamentandosi della abnormità dell'impugnato provvedimento che gli impediva irrimediabilmente di tornare in possesso del bene.

La Suprema Corte ritiene infondato il ricorso per un duplice ordine di ragioni.

In primo luogo, afferma la Corte che nel caso di sequestro per equivalente i beni mobili oggetto della misura cautelare reale non rilevano in quanto tali, bensì in quanto espressivi di un valore prossimo o corrispondente a quello da tutelare, ossia il valore equivalente all'ammontare del profitto illecito.

Per tale ragione in sede di amministrazione di tali beni è necessario preservarne il valore evitandone il deterioramento con operazioni che possono consistere anche nella loro vendita immediata con relativa acquisizione del prezzo.

Ciò in quanto presupposto per l'applicazione dell'art. 260 c.p.p. è la deperibilità della cosa, che non deve essere intesa in un'accezione prettamente fisica, ben potendo rientrare in tale nozione anche il deprezzamento, cioè la perdita del valore intrinseco della cosa sequestrata.

In considerazione di tale pronuncia pare, dunque, doversi ritenere che all'Autorità Giudiziaria sia attribuito un potere ben più ampio di quello che consente di disporre un mero vincolo coercitivo su di un bene, risultando in capo alla stessa persino la facoltà di disporre definitivamente di quel bene, ancor prima che ne sia stata disposta la confisca.