Per determinare l'imposta evasa si considerano anche gli elementi negativi di reddito

09/05/2017 10:00


Fabrizio Ventimiglia - Avvocato, Studio Legale Ventimiglia


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La recentissima pronuncia della Suprema Corte, in commento, enuncia due importanti principi in ordine al superamento della soglia di rilevanza penale e all'elemento soggettivo che caratterizzano il reato di omessa dichiarazione di cui all'art. 5 del D.lgs. 74/2000.

Il Tribunale aveva condannato l'imputato per avere omesso, pur essendovi obbligato, di presentare la dichiarazione annuale dei redditi relativa a tre annualità.

Nel giudizio di appello, la Corte territoriale dichiarava non doversi procedere in relazione ai fatti relativi a due delle tre annualità, poiché estinti per prescrizione, confermando però l'integrazione del reato contestato.

La Corte, nel disattendere l'impugnazione dell'imputato, non aveva ritenuto necessario l'espletamento di una perizia contabile volta a determinare la base di reddito imponibile, reputando sufficiente l'accertamento svolto dalla Guardia di Finanza con metodo analitico – induttivo.

Al contempo, aveva ritenuto irrilevante la prospettata negligenza del commercialista a cui l'imputato aveva affidato l'incarico di redigere la sua dichiarazione dei redditi.

Il ricorrente presentava gravame al riguardo, lamentando un vizio di motivazione.

La Suprema Corte con riferimento alla decisione assunta dalla Corte territoriale rileva come, ai fini della determinazione della base imponibile, la stessa si sia limitata ad affermare la sufficienza sul punto dell'accertamento eseguito dalla Guardia di Finanza, omettendo in questo modo di considerare i costi sostenuti dall'imputato nello svolgimento della sua attività professionale.

Orbene, secondo i Giudici di legittimità è imprescindibile, per poter determinare l'ammontare dell'imposta evasa e verificare così l'effettivo superamento della soglia di rilevanza penale del reato di cui all'art. 5 del D.lgs. 74/2000, contrapporre ricavi e costi di esercizio detraibili.

Per quanto concerne, invece, la doglianza avanzata dal ricorrente in ordine alla carenza dell'elemento soggettivo, corroborata dal fatto che l'imputato avesse emesso tutte le fatture relative alla propria attività ed avesse, per di più, affidato ad un terzo l'onere di predisporre e presentare la dichiarazione dei redditi, i Giudici di legittimità rilevano come, anche sotto tale profilo, la Corte territoriale sia incorsa in un vizio di motivazione.

La Corte, infatti, oltre a tralasciare i suddetti elementi, ritenendoli irrilevanti, ha altresì omesso di considerare la necessità dell'accertamento della ricorrenza di elementi fattuali volti a dimostrare che il contribuente avesse consapevolmente preordinato l'omessa dichiarazione all'evasione dell'imposta per un ammontare superiore alla soglia di rilevanza penale; elemento - afferma la Corte - anch'esso imprescindibile per considerare integrato il reato di omessa dichiarazione di cui all'art. 5 del D.lgs. 74/2000.

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