Omesso versamento di ritenute certificate: revoca di tutti i decreti penali di condanna

17/07/2017 08:33


Fabrizio Ventimiglia, Avvocato - Studio Legale Ventimiglia

Il D. Lgs. n. 158/2015 ha introdotto importanti novità in tema di reati tributari. In particolare, le modifiche hanno riguardato l'art. 10-bis del D.lgs. n. 74/2000, in relazione al quale è stata:


(i) riformulata la rubrica in "omesso versamento di ritenute dovute o certificate";


(ii) innalzata la soglia di punibilità da 50.000 Euro a 150.000 Euro;


Quanto sopra ha determinato la revoca di tutti i decreti penali di condanna per omesso versamento di ritenute certificate sia per i procedimenti in corso che per le sentenze definitive ed allo stesso tempo ha reso applicabile l'art. 673 c.p.p., rendendo possibile anche la revoca delle condanne definitive da parte del giudice dell'esecuzione, al quale dovrebbe essere presentata istanza per il relativo incidente.


La Corte di Cassazione con la sentenza n. 34362, depositata il 13 luglio 2017, si è espressa sul tema, evidenziando che l'innalzamento delle soglie di punibilità, introdotto dal D. Lgs. n. 158/2015, ha determinato "l'abolizione parziale del reato commesso in epoca antecedente che aveva ad oggetto somme pari o inferiori a detto importo".


Pertanto, i Giudici di Legittimità hanno disposto la revoca del decreto penale di condanna alla pena di 15.000 Euro di multa per il reato ex art. 10-bis del D. Lgs. n. 74/2000, contrariamente a quanto stabilito dal Tribunale di Fermo che aveva respinto la domanda di revoca del decreto penale di condanna ex art. 673, co. 1, c.p.p. richiamando l'indirizzo prevalente della Giurisprudenza di Legittimità, che sosteneva che nel caso in cui il fatto contestato risultasse inferiore nel quantum alla nuova soglia di punibilità, in caso di annullamento senza rinvio della sentenza impugnata, dovesse essere preferita la formula "perché il fatto non sussiste" in luogo di "perché il fatto non è previsto dalla legge come reato".


Così dicendo il Tribunale ha ritenuto applicabile il co. 4 dell'art. 2 c.p. e non l'art. 2, co. 2 c.p. e l'art. 673, co. 1, c.p.p..


Con riferimento al caso in questione, i Giudici di Legittimità hanno sottolineato che si tratta di un'abolizione parziale del reato, in virtù del fatto che tra le due fattispecie vi è un rapporto di specialità per cui la norma sopravvenuta esclude la rilevanza penale di quelle fattispecie non comprese più in essa. Pertanto, la modifica della soglia di punibilità rende la nuova fattispecie speciale rispetto alla precedente perché ne restringe l'ambito applicativo, venendo così esclusa la rilevanza penale degli omessi versamenti di importi compresi tra 50.000 Euro e la nuova soglia di punibilità.


La Cassazione, quindi, ha valorizzato l'art. 2 co. 2 c.p., ovvero il fatto che nessuno possa essere punito per un fatto che secondo la legge successiva non costituisce più reato, determinando l'abolizione del reato in relazione a tutti i casi inferiori alla nuova soglia.
In conclusione, a parere dei Giudici di Legittimità, la formula di proscioglimento è quella "perché il fatto non è previsto dalla legge come reato" e non "perché il fatto non sussiste".