La mancata conservazione e annotazione delle fatture integra il reato di occultamento delle scritture contabili obbligatorie

26/07/2017 13:33


Fabrizio Ventimiglia, avvocato - Studio Legale Ventimiglia

La Corte di Cassazione (terza sezione penale) con la sentenza n. 35173, depositata il 18 luglio 2017 , ha precisato che il commercialista che emette e consegna fatture attive a terzi, ma non le conserva e annota sui registri commette il reato di occultamento delle scritture contabili obbligatorie.

La Corte si è pronunciata sul punto in seguito al ricorso presentato dall'imputato, un commercialista condannato alla pena di 6 mesi di reclusione per aver occultato o distrutto le scritture contabili obbligatorie ex art. 10 D. lgs. n. 74/2000, il quale lamentava che:


(i) i giudici avevano erroneamente paragonato l'omessa esibizione dei documenti mai detenuti all'eliminazione fisica degli stessi;

(ii) mancava la prova del dolo specifico, con la conseguenza che la condotta non poteva integrare la fattispecie delittuosa.

A parere dei giudici di legittimità, in tema di reati tributari, l'impossibilità di ricostruire il reddito a causa della distruzione o dell'occultamento di documenti contabili non è da intendersi in senso assoluto, in quanto sussiste anche se si deve procedere all'acquisizione presso terzi della documentazione mancante.

Pertanto, il reato di occultamento delle scritture contabili obbligatorie, che tutela il bene giuridico della trasparenza fiscale, è integrato nei casi in cui la distruzione o l'occultamento della documentazione contabile dell'impresa non consenta o renda difficoltosa la ricostruzione delle operazioni, fatta eccezione per il caso in cui il volume d'affari possa essere accertato in base ad altra documentazione conservata dall'imprenditore, senza la necessità di reperire ulteriori elementi di prova.

Nel caso in questione, però, la documentazione non era stata rinvenuta presso l'imputato, ma presso terzi, venendo così ad integrare il reato di occultamento delle scritture contabili obbligatorie; infatti, il contribuente aveva emesso delle fatture che non erano state conservate e annotate, cosicché la contabilità obbligatoria era stata istituita ma non era nella sua disponibilità.

I Giudici di Legittimità hanno, dunque, precisato che anche la mancata stampa della documentazione costituisce occultamento della stessa agli accertatori.

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