Adescamento minori, conoscere e prevenire

06/12/2017 14:44

Commento a cura dell'Avv. CINZIA PANI, AL Assistenza Legale Milano - Falcone


Chiunque, allo scopo di commettere i reati di cui agli articoli 600, 600-bis, 600-ter e 600-quater, anche se relativi al materiale pornografico di cui all'articolo 600-quater.1, 600-quinquies, 609-bis, 609-quater, 609-quinquies e 609-octies, adesca un minore di anni sedici, è punito, se il fatto non costituisce più grave reato, con la reclusione da uno a tre anni. Per adescamento si intende qualsiasi atto volto a carpire la fiducia del minore attraverso artifici, lusinghe o minacce posti in essere anche mediante l'utilizzo della rete internet o di altre reti o mezzi di comunicazione. Il reato de quo è stato introdotto dalla L . N. 172/2012, in attuazione dell' art . 23 della convenzione di Lanzarote, configurandolo come reato a consumazione anticipata. Secondo la dottrina ( vedi Mantovani ), la definizione di adescamento resta però alquanto vaga, sfuggente in quanto viene definito" come qualsiasi atto volto a carpire la fiducia del minore attraverso artifici, lusinghe o minacce." Nonostante siano presenti normative atte a regolamentare l'utilizzo della rete, in realtà queste vengono tranquillamente aggirate, in quanto le stesse hanno validità esclusivamente all'interno del territorio nazionale.
L'espansione di Internet, ha indubbiamente portato sviluppi positivi per i bambini e ragazzi, dando loro strumenti per informarsi, comunicare, creare, giocare, studiare. Tuttavia, come accade per ogni nuovo strumento, questa tecnologia viene usata anche da soggetti criminali per produrre, raccogliere e distribuire immagini di pornografia infantile.
In realtà, anche l'ONU si è espressa con molta chiarezza e decisione attraverso l'articolo 34 della Convenzione ONU sui diritti dell''Infanzia e dell' Adolescenza (New York, 1989): "gli Stati devono proteggere i bambini dallo sfruttamento e dall'abuso sessuale, dalla prostituzione e dal coinvolgimento nella produzione di materiali pornografici. Inoltre, attraverso canali di comunicazione quali per esempio le chat, è possibile che l'utente entri in contatto con altri celando la propria identità, o addirittura "costruendosene" una nuova. Questo è un aspetto cruciale nei tentativi di avvicinamento da parte di adulti ai bambini.
La facilità di accesso a materiali pedopornografici e la convinzione di una navigazione "anonima", porta a ritenere che il numero di adulti coinvolti nel fenomeno sia molto elevato.
I bambini, purtroppo sono doppiamente vittime: in primo luogo in quanto soggetti delle immagini pedo-pornografiche e secondariamente perché possono trovarsi coinvolti in siti carichi di immagini di violenza o in siti "civetta" ideati ad hoc per incuriosire minori e facilitarne il contatto con singoli individui ma anche con esponenti di reti organizzate. In particolare, possiamo osservare un comportamento di manipolazione psicologica del minore da parte del soggetto adescatore e raggrupparle in differenti sequenze:
- "SCELTA" della vittima (espletata mediante una precedente selezione del soggetto
da aggredire tramite informazioni che possono essere assunte attraverso vari canali e principalmente attraverso le informazioni di rete, ricavabili anche e soprattutto dai social
network);
- "CONTATTO COMUNICATIVO" con la
vittima ed instaurazione di un "LEGAME DI AMICIZIA" con la stessa;
-"CONSOLIDAMENTO DEL RAPPORTO CONFIDENZIALE ED
AFFETTIVO";
-"ASSENZA DI SUPERVISIONE DEL MINORE DA
PARTE DI SOGGETTI ADULTI";
- l'"APPROFONDIMENTO DELLA CONFIDENZA CHE SI
TRASFORMA IN INTIMITA' ";
- "INTRODUZIONE DI TEMATICHE SESSUALI"
Una tale analisi dimostrativa dei meccanismi utilizzati per attuare poi l' adescamento , consente di conoscere in anticipo i passaggi attraverso i quali si giunge poi alla commissione del reato in esame .

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