Misure urgenti sulla sicurezza pubblica, contrasto alla violenza sessuale, atti persecutori

18/12/2017 10:09


COMMENTO A CURA DI Lorenza Morello, Giurista d'impresa


Con il dl 23 febbraio 2009, n.11 (Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori), convertito con modificazioni (legge 38/2009) è stato introdotto nel Titolo XII del codice penale (Delitti contro la persona), nella sezione III dedicata ai delitti contro la libertà morale, l'articolo 612-bis, che punisce il delitto di "Atti persecutori".
Stalking deriva da "to stalk" e sta a indicare una serie di atteggiamenti – comportamenti (c.d. atti persecutori) tenuti da un soggetto (c.d. stalker) nei confronti di un altro soggetto – vittima, mediante persecuzione e al fine di ingenerare nello stesso paura ed ansia, compromettendo, in tal modo, il normale svolgimento della vita quotidiana.
Sulla Gazzetta uffici¬ale del 5 dicembre 2017 n. 284 è stata pubblicata la legge 4 dicembre 201¬7, n. 172 di "Conversione in legge,con modificazi¬oni, del decreto-legge 16 ott¬obre 2017, n. 148, recante disposizio¬ni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibi¬li. Modifica alla di¬sciplina dell'estinz-ione del reato per condotte riparatorie.¬". La legge è in vig¬ore da oggi. (Legge 4 dicembre 201¬7, n. 172 - G.U. 5 dicembre 2017, n. 284).
Emblematica sul punto è stata la recente decisione dell'Ufficio delle Indagini preliminari di Torino (n. 1299 del 2 ottobre 2017) che aveva dichiarato estinto il reato di stalking a seguito di un'offerta reale da parte dell'imputato con il versamento della somma di euro 1.500. Sebbene tale offerta non fosse stata accettata dalla persona offesa, il giudice rilevò che tale somma era congrua rispetto all'entità dei fatti e dichiarò estinto il reato.
Ma andiamo con ordine: la norma in esame incrimina la condotta di chi "minaccia o molesta taluno con condotte reiterate". Per espressa previsione normativa la reiterazione delle condotte poste in essere dallo stalker costituisce un requisito essenziale della fattispecie in oggetto. Il reato di stalking infatti è caratterizzato da una condotta tipica costituita dalla reiterazione delle minacce o delle molestie posta in essere dallo stalker.
A tao punto giova rammentare che stante consolidato orientamento giurisprudenziale, nei reati abituali la reiterazione non coincide con la mera ripetizione della condotta. L'abitualità, infatti, non è un dato puramente ‘quantitativo', ma bensì un nesso che lega le diverse condotte esprimendo un disvalore ulteriore rispetto a quello espresso dalle singole condotte.
Secondo la sentenza della Corte di Appello di Milano, sez. V penale, del 14 dicembre 2011, depositata il 13 gennaio 2012, il delitto di atti persecutori (o stalking) va qualificato come fattispecie causale, caratterizzata da condotte alternative e da eventi disomogenei, ciascuno dei quali idoneo ad integrarla, i quali devono essere oggetto di rigoroso e puntuale accertamento da parte del giudice.
In relazione al delitto di maltrattamenti in famiglia (altro reato abituale), ad esempio, la Cassazione ha statuito che è necessario che l'interprete accerti, nel caso di specie, se i singoli atti hanno tratto origine da situazioni contingenti e particolari, ovvero se rientrano in una cornice unitaria, se sono cioè collegati, sul piano oggettivo, da un nesso di abitualità e, sul piano soggettivo, da un'unica intenzione criminosa (Cass. Pen., sez. VI, sentenza 27.5.2003, C., in Cass. pen., 2005, 862; Cass. Pen., sez. VI, sentenza 12.4.2006, C., in Guida al dir., 2006, 38, p. 77 ss.)
Per quanto concerne il dolo, esso è generico, consistente nella volontà e coscienza di porre in essere (attuare volontariamente) ogni singolo atto e la condotta risultante dall'insieme di tutti i comportamenti. Non occorre un particolare animus. Ciò significa volontà di sottoporre abitualmente la vittima ad una condotta offensiva.
Grazie alla correzione apportata dalla legge 4 dicembre 201¬7, n. 172 continua si è ripristinato il principio secondo il quale non vi sono casi 'lievi' di stalking in cui l'impunità possa essere acquistata a prezzo più o meno vile. La persona offesa ha quindi da oggi il diritto di non vedere mercificata la propria sofferenza.