FALLIMENTO

Bancarotta fraudolenta per sottrazione o distruzione di documenti che preclude la ricostruzione del patrimonio

| 02/05/2018


La deliberata distruzione di tutte le fatture, passive ed attive emesse o ricevute nel corso di diversi anni (e dei relativi registri), che abbia precluso al curatore ogni possibile ricostruzione dell'attività concreta della fallita, comportando la totale impossibilità di ricostruirne il patrimonio, costituisce un evidente pregiudizio dei creditori, non consentendogli di verificare se i beni della fallita siano ancora nella sua disponibilità, se esistano crediti da recuperare, se si possa dar luogo ad azioni revocatorie o ad azioni di responsabilità degli amministratori.
É quindi configurabile il delitto di bancarotta fraudolenta documentale in conseguenza di tale condotta, assunta nell'evidente consapevolezza e volontà di pervenire a tale risultato, posto che altrimenti il reo avrebbe conservato i documenti contabili.

Decisione: Sentenza n. 13817/2018 Cassazione Penale - Sezione V

Massima: É configurabile il delitto di bancarotta fraudolenta documentale in conseguenza della deliberata distruzione di tutte le fatture, passive ed attive emesse o ricevute nel corso di diversi anni (e dei relativi registri), che abbia precluso al curatore ogni possibile ricostruzione dell'attività concreta della fallita, comportando la totale impossibilità di ricostruirne il patrimonio.
Tale condotta costituisce un evidente pregiudizio dei creditori, non consentendogli di verificare se i beni della fallita siano ancora nella sua disponibilità, se esistano crediti da recuperare, se si possa dar luogo ad azioni revocatorie o ad azioni di responsabilità degli amministratori.

Osservazioni.
Per la Suprema Corte, la sottrazione o la distruzione della documentazione è solitamente finalizzata ad occultare la contemporanea distrazione di beni appartenenti al patrimonio della ditta o della società fallita, ma questo non esaurisce le ipotesi in cui il fallito o l'amministratore di società dichiarate insolventi agisca per un proprio o un altrui profitto o a danno dei creditori.
La deliberata distruzione di tutte le fatture, passive ed attive emesse o ricevute nel corso di diversi anni (e dei relativi registri), da parte dell'imputato, ha precluso al curatore ogni possibile ricostruzione dell'attività concreta della fallita, e ha di conseguenza comportato la totale impossibilità di ricostruirne il patrimonio.
Questo costituisce un evidente pregiudizio dei creditori, non consentendogli di verificare se i beni della fallita siano ancora nella sua disponibilità, se esistano crediti da recuperare, se si possa dar luogo ad azioni revocatorie o ad azioni di responsabilità degli amministratori.
Per la Cassazione, nel caso deciso è stata una scelta che l'imputato ha assunto nella evidente consopevolezza evolontà di pervenire a tale risultato.

Giurisprudenza rilevante.
• Cass. 57698/2017

Disposizioni rilevanti.
REGIO DECRETO 16 marzo 1942, n. 267

Art. 216 - Bancarotta fraudolenta


Art. 217 - Bancarotta semplice

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