reati tributari

Nel caso di sequestro preventivo di beni di terzi,ad essere competente è il Tribunale del Riesame

10/01/2019 09:39


Commento a cura di Andrea Magagnoli

Nel procedimento diretto alla contestazione dei reati tributari e di conseguente emissione di un provvedimento di sequestro preventivo, avente ad oggetto beni in disponibilità del reo,ma appartenenti a terzi estranei al reato ad essere competente è il Tribunale del Riesame
Il procedimento trae origine dalla contestazione a carico dell'imputato dell'art.5 dlgs n.74/2000, per avere omesso di presentare le dovute dichiarazioni dei redditi;a seguito di tale contestazione veniva emesso da parte del GIP,un provvedimento di sequestro preventivo nei confronti di tutti i beni rientranti nella sua disponibilità.

Avverso tale misura ,veniva promosso un ricorso innanzi al Tribunale del Riesame , i cui giudici ne pronunciavano il rigetto.

In particolare,il ricorrente deduceva in apposito motivo l'illegittimità del provvedimento di sequestro in relazione al suo oggetto costituito in parte da beni che appartenevano a terzi, dei quali era espressamente esclusa l'apprensione dalla normativa vigente.

Sul punto il Tribunale del Riesame si riteneva incompetente,eccependo come tale sede non costituiva,quella idonea alla discussione delle questioni inerenti l 'eventuale appartenenza dei beni a terzi estranei al reato .

Il procedimento proseguiva per Cassazione e dopo il consueto iter procedurale veniva decsio in udienza con sentenza n.53671/2018 .

La posizione degli ermellini, sulla questione,è comunque ben diversa rispetto a quella dei giudici del Tribunale del Riesame.

Nella motivazione dei Giudici della Corte Suprema di Cassazione,la questione viene risolta sulla base di un esame della normativa,che regolamenta la confisca per equivalente,alla quale il sequestro preventivo è prodromico .

L'art.12 bis del dlgs n.74/2000 infatti prevede che la confisca per equivalente e quindi il sequestro preventivo, possano avere ad oggetto tutti i beni in disponibilità del reo sino alla corrispondenza del profitto del reato,salvo che essi appartengano a terzi .

Dalla normativa,pertanto emerge un limite ,il quale impedisce l' apprensione dei beni appartenenti ad un soggetto estraneo al reato, alla cui contestazione aveva fatto seguito il provvedimento di sequestro preventivo.

Pertanto,ben si può affermare che tra i presupposti di un bene al fine di formare oggetto di un provvedimento di sequestro, vi rientri anche quello di non appartenere ad un terzo estraneo al reato.

Le questioni riguardanti l'esistenza di tale presupposto ,riguardano una condizione necessaria e fondamentale della misura.

Da un punto di vista procedurale, le questioni relative ai presupposti del provvedimento vengono esaminate da parte del giudice della cognizione,e non da parte di quell' dell'esecuzione,competente per altri casi.

Ad essere competente pertanto,è il Tribunale del Riesame il quale,in casi come quello di specie,non potrà rifiutare di delibare la questione.