PERCORSO DI GIURISPRUDENZA DIRITTO PENALE SOCIETARIO

Fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando titoli di proprietà industriale - Art. 517 ter codice penale

| 17/01/2020 11:12

Sedes Materiae

Il reato di fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando titoli di proprietà industriale è disciplinato dall'art. 517 ter c.p. e si inserisce tra i delitti contro l'economia pubblica, l'industria ed il commercio di cui al Libro II, Titolo VIII, Capo II ed, in particolare, tra quelli contro l'industria e il commercio.

Bene giuridico tutelato

L'interesse tutelato dalla norma è la buona fede e la correttezza commerciale.

Natura del reato

Il delitto de quo si presenta come un reato di pericolo (Cass. Pen., Sez. III, 3 marzo 2016, n. 8653).

Soggetto attivo

Si tratta di reato comune potendo essere commesso da chiunque.

Elemento oggettivo

L'art. 517 ter c.p. prevede diverse condotte incriminatrici:

- il fabbricare o adoperare industrialmente oggetti o altri beni realizzati usurpando un titolo di proprietà industriale o in violazione dello stesso, potendo conoscere dell'esistenza di tale titolo (comma 1);

- l'introdurre, al fine di trarne profitto, nel territorio dello Stato, il detenere per la vendita o il porre in vendita con offerta ai consumatori o il porre comunque in circolazione i beni di cui sopra (comma 2).

La condotta di violazione del titolo di privativa è integrata non soltanto con la fabbricazione di merci realizzata carpendo l'idea originale insita nel titolo, ma, altresì, con l'imitazione dei prodotti protetti dalla privativa, anche utilizzando segni distintivi autentici. In tal senso, la Suprema Corte di Cassazione ha ritenuto corretta la qualificazione giuridica, ai sensi dell'art. 517 ter c.p., della condotta consistita nella esposizione per la vendita da parte dell'imputato di un veicolo avente le stesse caratteristiche di forma e linee stilistiche dell'auto Ferrari mod. 250 GTO sul quale era stato apposto il marchio Ferrari (Cass. Pen., Sez. III, 3 marzo 2016, n. 8653). Tale condotta di violazione del diritto di privativa può avere ad oggetto anche opere di disegno industriale, pur se di produzione seriale, che, per il carattere creativo e valore artistico, sono tutelabili ai sensi dell'art. 2, n. 10 della legge 22 aprile 1941, n. 633 (Cass. Pen., Sez. III, 22 gennaio 2018, n. 2402).
Presupposto tipizzato del reato è che la registrazione del marchio o del prodotto sia avvenuto in conformità alla normativa interna, europea od internazionale.

Configura, ad esempio, il reato di fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando titoli di proprietà industriale la condotta del farmacista che, in vigenza delle predette normative, abbia acquistato e utilizzato considerevoli quantitativi di principi attivi tutelati da brevetto da soggetti diversi dal titolare (Cass. Pen., Sez. Fer., 23 settembre 2013, n. 39187).
Si tratta di una fattispecie sussidiaria che trova applicazione salvo che ricorrano le ipotesi di cui agli artt. 473 e 474 c.p..

Elemento soggettivo

L'elemento soggettivo del reato è costituito per l'ipotesi di cui al comma 1 dal dolo generico, e per l'ipotesi di cui al comma 2 dal dolo specifico inteso quale coscienza e volontà di trarre profitto.

Momento consumativo

Il delitto di fabbricazione e commercio di beni utilizzati usurpando titoli di proprietà industriali si consuma, per l'ipotesi di cui al comma 1, nel momento della fabbricazione o dell'utilizzo; per l'ipotesi di cui al comma 2, nel momento in cui si ha l'introduzione, la detenzione per la vendita, la messa in vendita o la messa in circolazione.

Tentativo

Il tentativo appare configurabile per l'ipotesi di cui al comma 1.

Sanzioni

La pena prevista per tale fattispecie criminosa è la reclusione fino a due anni e la multa fino a euro 20.000. Si applicano, inoltre, le disposizioni di cui agli artt. 474 bis c.p. (in merito alla confiscabilità dei beni utilizzati per la commissione del reato o di quelli che...continua la lettura in Plusplus24Diritto

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