antiriciclaggio

Servizi e attività di investimento: il nuovo framework antiriciclaggio

25/06/2020 14:58


a cura del Dott. Giacomo Luca Aleo, Responsabile Ufficio AML, e dell'Avv. Simone Foti, Senior Supervisor.

Le "Disposizioni in materia di adeguata verifica della clientela" emanate dalla Banca d'Italia il 30 luglio 2019 (di seguito in breve le "Disposizioni") prevedono nella Parte VI un framework ad hoc per l'assolvimento degli obblighi di adeguata verifica della clientela da parte degli intermediari bancari-finanziari che offrono servizi e attività di investimento o di gestione collettiva del risparmio (detti "Controparte") per il tramite di un altro intermediario bancario-finanziario operante nell'interesse dei propri clienti (detto "Committente").

Inoltre, la nota n. 22 – collocata sempre all'interno di tale incipit – precisa che "nel caso di operazioni occasionali, gli obblighi di adeguata verifica sono assolti dal destinatario che entra in contatto con il cliente e non dal destinatario con il quale intercorre l'operazione occasionale".


L'incipit cristallizza dunque gli elementi al ricorrere dei quali trova applicazione tale disciplina:

•l'acquisizione da parte di un investitore – tramite l'intervento dell'intermediario Committente di cui l'investitore stesso è cliente – di un prodotto/servizio offerti da un intermediario Controparte nello svolgimento di servizi e attività di investimento (cfr. art. 1, comma 5 del TUF) o di gestione collettiva del risparmio;

•che l'offerta avvenga nell'ambito di un rapporto continuativo tra gli intermediari Controparte e Committente ovvero tra l'investitore e l'intermediario Controparte.

Ciò detto, la Parte VI delle Disposizioni, rubricata "Disposizioni specifiche per particolari tipologie operative", detta un diverso regime di obblighi di adeguata verifica a seconda che la relazione si instauri direttamente tra gli intermediari (ossia tra Controparte e Committente) – di seguito "Caso 1" – o direttamente tra l'intermediario Controparte e l'investitore finale (cliente dell'intermediario Committente) – di seguito "Caso 2".

Guardando con un approccio esemplificativo al Caso 1, si pensi alla seguente ipotesi.
Tizio e Banca Alfa S.p.A. stipulano un contratto quadro per la prestazione di servizi di investimento.

In esecuzione di tale contratto, la Banca Alfa S.p.A. - incaricata del collocamento di quote dell'OICR Y istituito da Beta Gestioni S.p.A. - sottoscrive a suo nome, ma per conto di Tizio, il modulo di sottoscrizione dell'OICR Y (c.d. mandato senza rappresentanza).

Il rapporto continuativo si instaurerà tra Banca Alfa S.p.A. e Beta Gestioni S.p.A.: in particolare Banca Alfa S.p.A. assumerà lo status di cliente di Beta Gestioni S.p.A.
Relativamente all'assolvimento degli obblighi di adeguata verifica della clientela, Beta Gestioni S.p.A. potrà limitarsi ad acquisire i soli dati identificativi di Tizio, titolare effettivo per conto del quale Banca Alfa S.p.A. agisce, al ricorrere delle seguenti situazioni di basso rischio:

•Banca Alfa S.p.A. rientra tra gli intermediari potenzialmente a basso rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, in base ai criteri previsti dall'Allegato 1 alle Disposizioni;

•Beta Gestioni S.p.A. ha adottato misure graduate in funzione del rischio per assicurarsi che il rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo connesso al rapporto continuativo con Banca Alfa S.p.A. sia basso, considerando, tra l'altro, l'attività di Banca Alfa S.p.A., la tipologia di clientela servita e i paesi nei quali essi offre i propri servizi;

•Beta Gestioni S.p.A. si assicura che Banca Alfa S.p.A. applichi ai propri clienti misure di adeguata verifica graduate in funzione del rischio; in particolare, Beta Gestioni S.p.A. sulla base di informazioni pubblicamente disponibili ovvero acquisite direttamente da Banca Alfa S.p.A. valuta l'idoneità delle procedure di adeguata verifica da questi adottate (buona prassi è quella di richiedere il c.d. Wolfsberg Questionnaire – o simili – e, ove ritenuto necessario, la Policy AML – o un estratto –);

•Beta Gestioni S.p.A. adotta misure graduate in funzione del rischio per assicurarsi che Banca Alfa S.p.A. sia in grado di fornire, su richiesta, tutti i dati raccolti relativi agli investitori nonché ogni altra informazione rilevante relativa agli stessi o a specifiche operazioni. Beta Gestioni S.p.A. valuti attentamente la completezza della documentazione e delle informazioni ricevute e prendono in considerazione eventuali lacune informative ai fini di una rivalutazione del profilo di rischio di Banca Alfa S.p.A. (buona prassi potrebbe essere quella di includere specifiche clausole in tal senso nel contratto con Beta Gestioni S.p.A. o verificare a campione la capacità di questi ultimi di trasmettere le informazioni richieste sull'adeguata verifica della clientela).

Guardando invece con un approccio esemplificativo al Caso 2 e utilizzando – per comodità di lettura – le stesse società di cui sopra, si pensi alla seguente ipotesi.

Tizio e Banca Alfa S.p.A. stipulano un contratto quadro per la prestazione di servizi di investimento.

In esecuzione di tale contratto, la Banca Alfa S.p.A. - incaricata del collocamento di quote dell'OICR Y istituito da Beta Gestioni S.p.A. - sottoscrive in nome e per conto di Tizio, il modulo di sottoscrizione dell'OICR Y (c.d. mandato con rappresentanza).

In tal caso è Tizio (i.e. il sottoscrittore) ad acquisire la qualifica di "cliente" di Beta Gestioni S.p.A., la quale dovrà – anche in presenza di un basso rischio relativo a Banca Alfa S.p.A. – applicare su Tizio misure appropriate di adeguata verifica in funzione del rischio in concreto misurato, potendosi al più avvalere dell'adeguata verifica tramite terzi (e.g. in tal caso quella effettuata da Banca Alfa S.p.A.).

Adesso consideriamo invece come esempio la classica attività di negoziazione per conto proprio svolta per una controparte qualificata in forza di un rapporto continuativo, ossia la modalità di negoziazione in cui un'impresa di investimento provvede – a fronte di una specifica richiesta di quotazione di un determinato strumento finanziario (request for quotes) ovvero a fronte di uno specifico ordine conferito mediante l'applicazione di una quotazione esposta dall'intermediario (dealing on quotes) – ad eseguire l'istruzione del cliente, alternativamente:

a)sui propri book; ovvero

b)provvedendo all'acquisto per conto proprio dello strumento finanziario presso una determinata sede di negoziazione e alla successiva rivendita al cliente.

Prima dell'apertura del rapporto continuativo, l'impresa di investimento adotta le opportune misure di adeguata verifica graduate in funzione del rischio della controparte qualificata e del rapporto di corrispondenza, in base alle casistiche e ai criteri previsti dalle Disposizioni e dai relativi Allegati 1 e 2.

A tal proposito si ricorda che l'intensità delle misure da applicare ai rapporti di corrispondenza varia qualora il rapporto sia instaurato con un intermediario rispondente bancario-finanziario di un Paese non appartenente all'Unione europea.

Le Disposizioni definiscono i rapporti di corrispondenza come "i conti tenuti dalle banche per il regolamento dei servizi interbancari nonché i rapporti, comunque denominati, intrattenuti tra intermediari bancari e finanziari utilizzati per il regolamento di transazioni per conto dei clienti degli enti rispondenti (es., deposito di titoli, servizi di investimento, operazioni in cambi, servizi di incasso di documenti, emissione o gestione di carte di debito o di credito)".

L'incipit della Parte VI precisa inoltre che "per quanto non diversamente disciplinato" in tale Parte, "si fa rinvio alle altre Parti delle presenti disposizioni": ciò lascia intendere che nel caso sopra riportato si applichino le misure di adeguata verifica previste per i rapporti di corrispondenza.

Dopotutto, l'applicazione della Parte VI alla negoziazione in conto proprio non sembrerebbe in armonia con l'applicazione dell'approccio basato sul rischio, principio permeante tutta la normativa antiriciclaggio, il quale persegue – tra le varie – la finalità di garantire la proporzionalità delle misure, evitando adempimenti che non aggiungano nulla al perseguimento effettivo delle finalità AML: in presenza di due intermediari (impresa di investimento e controparte qualificata) tenuti al rispetto della disciplina antiriciclaggio nei confronti dei propri clienti, l'estensione tout court dell'adeguata verifica da parte dell'impresa di investimento anche ai clienti della controparte qualificata rischierebbe di rivelarsi ridondante nonché ripetitiva.

Ci si dovrebbe anche interrogare sulle finalità – ad esclusione dei casi di sospetto di riciclaggio – legate alla raccolta di dati o informazioni del cliente (per comodità si pensi a Tizio) per il quale la controparte qualificata opera a sua volta (nell'ambito della prestazione di servizi d'investimento come la ricezione, trasmissione ed esecuzione di ordini) non avendo visibilità sull'operatività complessiva di quest'ultimo e non potendo dunque effettuare un efficace controllo costante atto a individuare eventuali elementi di incongruenza.

In aggiunta a quanto sopra e procedendo ad un ragionamento più ampio, ci si dovrebbe interrogare anche sull'applicabilità della Parte VI all'ipotesi in cui il cliente dell'intermediario Committente (ossia il cliente della controparte qualificata nell'esempio della negoziazione ovvero il cliente di Banca Alfa S.p.A. nell'esempio del collocamento) fosse un altro intermediario bancario-finanziario, il quale a sua volta agisse in esecuzione di un contratto quadro di investimento per conto terzi (es. Tizio). Infatti, in quest'ultima casistica identificare la titolarità effettiva in capo all'intermediario bancario e finanziario (cliente dell'intermediario Committente) da una parte sembrerebbe porsi in contrasto con la ratio della Parte VI, ossia quella di identificare gli investitori quali titolari effettivi del rapporto (Tizio), dall'altra nuovamente non in armonia con l'applicazione dell'approccio basato sul rischio.

In definitiva, si potrebbe pertanto inquadrare l'ambito di applicazione della Parte VI a quei casi in cui il rapporto continuativo instaurato

•fra gli intermediari (Controparte e Committente) ovvero
•fra l'intermediario Controparte e il cliente dell'intermediario Committente

non rientri nella definizione di rapporto di corrispondenza e sia finalizzato a realizzare lo specifico interesse del cliente dell'intermediario Committente ad acquisire il prodotto/servizio fornito dall'intermediario Controparte.

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