Tar Lazio: Google dovrà fornire dati economici all'Autorità per le comunicazioni

14/2/2018 13:52

Google dovrà fornire all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni l'informativa sui dati Google dovrà fornire all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni l'informativa sui dati contabili ed extracontabili che la delibera n. 397/13 ha esteso alle concessionarie di pubblicità attive sul web e alle società con sede all'estero. Lo ha stabilito il Tar Lazio, sentenza 1739 di oggi, rigettando il ricorso di Google Ireland Limited e Google Italy che invece avevano sostenuto di non rientrare tra i soggetti obbligati a comunicare la c.d. informativa economica di sistema (IES). Le due società ricorrenti infatti si sono qualificate, rispettivamente, come una società di diritto irlandese del gruppo Google, che sottoscrive in Italia i contratti con gli inserzionisti pubblicitari, senza operare nel settore audiovisivo o in quello editoriale, e una società che svolge attività di consulenza a favore di altre società del gruppo Google in materia di marketing, servizi legali, relazione istituzionali, ricerca della clientela. Dunque siccome la legge n. 650/1996 obbliga all'invio dell'informativa economica di sistema gli operatori dei settori dell'editoria e della radiodiffusione sonora e televisiva, esse ne sarebbero esenti non rientrando in alcuna di dette tipologie.

Per il Collegio però «proprio al fine di adeguare la raccolta di dati contenuti nella IES alla specifica finalità di redazione del SIC, l'Autorità ha adottato il provvedimento impugnato, nel quale, ridefinendo i soggetti obbligati alla comunicazione dei ricavi, ha incluso le imprese concessionarie di pubblicità che esercitano, direttamente o per contro terzi, attività di negoziazione o conclusione di contratti di vendita di spazi pubblicitari da trasmettere sul web e, limitatamente ai ricavi realizzati sul territorio nazionale, le società aventi sede all'estero, ancorché non direttamente operanti nel settore radio televisivo o dell'editoria».
Respinto anche il motivo relativo alla eccessiva «gravosità» dell'adempimento che avrebbe comportato una riscrittura del bilancio. Per il Tar intanto «i dati da comunicare concernono i soli ricavi maturati in Italia». Inoltre può essere anche comunicata la voce di bilancio «omologa», ma soprattuto i principi contabili internazionali (Ias) hanno reso «ulteriormente combatibili i criteri di redazione dei bilanci». Infine, non vi è alcuna lesione del «diritto di stabilimento» considerato che l'obbligo di comunicazione, finalizzato al corretto adempimento dei compiti dell'AgCom in materia di tutela del pluralismo, è richiesto anche alle imprese italiane. (Francesco Machina Grifeo)

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