Consiglio Stato boccia nomine Csm, anche su vice di De Raho

8/1/2019 18:11

Si apre in salita il 2019 per il Consiglio superiore della magistratura. Il Consiglio di Stato nei primi giorni del nuovo anno con tre sentenze ha annullato altrettante nomine di magistrati a incarichi di vertice. Ed è tornato a bacchettare Palazzo dei marescialli, che già qualche mese fa aveva accusato di un comportamento “sleale” perchè volto a aggirare gli stessi rilievi di Palazzo Spada. Una critica che viene in qualche modo riproposta, visto che si accusa il Csm di aver “eluso” le indicazioni della giustizia amministrativa.
Una delle nomine bocciate riguarda un incarico di particolare rilievo: il ruolo di “vice” del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero De Raho. Il Csm a giugno del 2016 aveva scelto Maurizio Romanelli, allora procuratore aggiunto a Milano. Ma l'anno scorso il Consiglio di Stato aveva annullato la nomina, accogliendo il ricorso di una degli esclusi, il sostituto procuratore nazionale antimafia Maria Vittoria De Simone, che si era vista “penalizzata” dal Csm per “essersi da qualche tempo allontanata dalla diretta conduzione delle indagini”, e dunque proprio per il suo ruolo alla Dna. Una scelta ritenuta “incoerente dal punto di vista logico” dal massimo organo di giustizia amministrativa che aveva perciò annullato la nomina imponendo al Csm una nuova comparazione tra i due candidati. Palazzo dei marescialli a maggio del 2018 aveva riproposto la nomina di Romanelli, ma secondo il Consiglio di Stato nelle motivazioni si è limitato a “elencare” le attività svolte dai due magistrati, senza fare di esse “ragione effettiva e riscontrabile di ponderazione e selezione comparativa” e dunque ha così “aggirato” ed “eluso” il vincolo che gli aveva posto Palazzo Spada. Che ora ha dato 30 giorni di tempo al Csm per “rideterminarsi, operando finalmente una seria e sostanziale valutazione attitudinale”.