emergenza covid-19

Giustizia amministrativa, dal 16 aprile riprendono le udienze

9/4/2020

Con il Dl 23/2020 pubblicato ieri, il Consiglio dei Ministri ha disposto un ulteriore proroga della sospensione delle udienze per i processi civili, penali e tributari. Nessun rinvio è stato invece disposto per i giudizi amministrativi (è esclusivamente prevista la sospensione del termine per la proposizione dei ricorsi sino al 3 maggio). Lo comunica il Consiglio di Stato con una nota.

Dal 16 aprile, dunque, prosegue il comunicato, riprendono i processi amministrativi, "grazie al funzionamento del PAT" (il processo amministrativo telematico sperimentato fin dal 2016), al "buon esito" del test effettuato sino ad ora con i cautelari del periodo emergenziale, e alle norme che hanno temporaneamente ridisegnato il processo per adeguarlo alle necessità di distanziamento sociale (processo solo scritto con memorie supplementari e collegamento da remoto per i magistrati – art. 84 comma 5 del dl 18/2020), nell'obiettivo di evitare il cumulo dell'arretrato.


TABELLE DECISIONI DI TAR E CDS

2.347 decisioni cautelari

Nel periodo sino al 15 aprile, spiega poi il comunicato, nell'ottica di garantire un servizio essenziale, la tutela dei cittadini è rimasta e rimane sempre garantita grazie "ai cautelari". Nonostante l'emergenza è infatti rimasta pienamente operativa, sia la tutela monocratica "pura" (ossia quella prevista dell'art. 56 c.p.a. per il caso di "estrema gravità ed urgenza"), sia la tutela monocratica atipica introdotta dalle nuove norme processuali, in sostituzione di quella collegiale. Tali attività proseguono normalmente, sebbene da remoto grazie al processo telematico.
Il processo telematico, già sperimentato dal 2016 ed entrato in vigore nel gennaio 2017, consente infatti ai magistrati lo studio dei fascicoli e il deposito dei provvedimenti da remoto, senza alcun disservizio.

Il numero dei decreti monocratici dimostra che è stata assicurata una tutela cautelare, in volume e tempi in linea con quelli che caratterizzavano la quotidianità nel periodo ante emergenza (anzi confrontando il dato dei provvedimenti cautelari delle tre settimane antecedenti, se ne ricava un incremento dell'attività).
La tutela cautelare non solo non ha registrato soluzioni di continuità, ma è dunque proseguita con i medesimi ritmi grazie anche alla semplificazione del rito. Anche i decreti cautelari di massima urgenza, di cui all'art. 56 c.p.a., non toccati dalla disciplina processuale emergenziale, si sono attestati sui numeri consueti.

Sezioni consultive
Continua a pieno regime anche l'attività delle Sezione consultive del Consiglio di Stato, con le adunanze in videoconferenza (da sez. I, 7 aprile 2020, n. 735, sull'annullamento straordinario dell'ordinanza del Sindaco di Messina che obbliga chi intende attraversare lo stretto di Messina a registrarsi).


Coronavirus, 13 decreti su provvedimenti emergenziali Covid19
Sono 15 i decreti monocratici cautelari (TAR e CDS) su questioni connesse all'emergenza epidemiologica.
Si va dall'impugnazione diretta dell'ordinanza regionale della Campania (Tar Napoli, sez. V, dec., 18 marzo 2020, n. 416 – Pres. Scudeller) al caso che ha riguardato un provvedimento di una azienda sanitaria siciliana che aveva inibito l'attività di laboratorio relativa all'esecuzione di test diagnostici per coronavirus in assenza di sintomi (TAR Sicilia – Sezione Catania, sez. IV, dec., 27 marzo 2020, n. 235 – Pres. Iannini).
In un altro caso, invece, oggetto sono i provvedimenti di una azienda sanitaria del Molise, nella parte in cui hanno disposto il ricovero presso una struttura privata accreditata residenziale di una paziente proveniente dal Molise senza aver disposto preventivamente il tampone di controllo per verificare che la paziente medesima non fosse affetta da coronavirus, a differenza di quanto previsto per i provenienti da fuori regione (Tar Molise Decreto ante causam 30 marzo 2020, n. 62 - Pres. Silvestri).
Altro caso ancora ha riguardato l'ordinanza del Sindaco del Comune di Pula in Sardegna che ha disposto limitazioni alle uscite per fare acquisti di generi alimentari (una volta al giorno per i piccoli negozi e due volte alla settimana per i market. Tar Sardegna, sez. I, dec., 7 aprile 2020, n. 122 – Pres. D'Alessio).
La maggior parte dei provvedimenti impugnati ha avuto ad oggetto la "messa in quarantena" di soggetti in conseguenza della violazione dei divieti contenuti in ordinanze regionali (Campania e Calabria) e in applicazione di misure cautelative previste sempre a livello regionale (TAR Campania Tar Napoli, sez. V, dec., 20 marzo 2020, n. 433 – Pres. Scudeller; Idem dec., 21 marzo 2020, n. 436; dec., 24 marzo 2020, n. 471; Tar Catanzaro, sez. I, dec., 28 marzo 2020, n. 165 – Pres. Pennetti; Cons.St., sez. III, dec., 30 marzo 2020, n. 1553 – Pres. Frattini)

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