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L'applicazione delle riforma

La mediazione disposta dal giudice deve svolgersi in modo effettivo



La mediazione disposta dal giudice in corso di causa deve svolgersi in modo effettivo durante il primo incontro tra le parti e il mediatore, pena l'improcedibilità sopravvenuta del giudizio.
È la conclusione cui perviene una interessante ed articolata ordinanza del 16 luglio 2014 del tribunale di Palermo (I Sezione civile – Giudice Ruvolo) in una causa in materia di responsabilità sanitaria nella quale disposta ed effettuata la CTU, il giudice ritiene di formulare in primo luogo una proposta conciliativa ai sensi dell'articolo 185-bis del Cpc. (con effetti ex articolo 91 del Cpc).
La proposta formulata dal giudice siciliano recepisce sostanzialmente la CTU in una fase nella quale l'istruttoria non si è ancora conclusa ed invita le parti a riflettere sui rispettivi "vantaggi" di tale possibile soluzione negoziale, evidenziando sia per l'attore sia per il convenuto le diverse opportunità derivanti dall'adesione alla proposta conciliativa giudiziale. Il tribunale motiva brevemente le ragioni che sono alla base della proposta e le ragioni che dovrebbero indurre le parti a valutare con attenzione l'opportunità di una loro adesione.

In linea con Roma
Pertanto, la proposta formulata dal giudice palermitano si muove lungo la direttrice applicativa indicata dalla giurisprudenza del tribunale di Roma (XIII Sezione civile – Giudice Moriconi), che sin dalle prime pronunce del settembre 2013 ha evidenziato l'esigenza di indicare elementi motivazionali alla proposta conciliativa, al fine di consentirne la trasparenza ed un più approfondito grado di valutazione delle parti per la loro adesione (anche se nelle ordinanze del giudice capitolino non soltanto si richiama la possibile applicazione dell'articolo 91, ma anche dell'articolo 96, comma 3, el Cpc).
Il tribunale di Palermo nell'ordinanza in esame, dopo aver formulato la proposta conciliativa, preannuncia alle parti che se all'udienza fissata non si darà atto dell'avvenuta conciliazione, sarà disposta dal giudice la mediazione. Mediazione che può essere disposta per i processi già pendenti all'entrata in vigore della riforma del 2013 e che non trova limiti se non nella natura disponibile del diritto controverso. Si precisa anzi che nelle materie già selezionate dal legislatore per la mediazione obbligatoria ex lege (come la responsabilità medico-sanitaria di cui al giudizio in questione) può ritenersi sussistente una "presunzione semplice" di opportunità, avendo già la normativa formulato ex ante una prognosi favorevole quanto all'efficacia del procedimento di mediazione. Nel preannunciare questo tipo di provvedimento vengono richiamati espressamente gli orientamenti del tribunale di Milano e del tribunale di Firenze allineandosi sostanzialmente a quest'ultimo in relazione alla verifica dello svolgimento della mediazione utile a ritenere esperita la condizione di procedibilità sopravvenuta come posta dal legislatore (art. 5, comma 2, Dlgs 28/2010).

Effettività della mediazione
Il giudice palermitano nel richiamare integralmente le motivazioni dell'ordinanza del 19 marzo 2014 del tribunale di Firenze (II Sezione civile – Giudice Breggia) aderisce alla sua impostazione, ritenendo che la mediazione debba effettivamente svolgersi ("considerato che è invece difficile sostenere che le parti debbano essere personalmente presenti, essendo loro diritto conferire eventualmente una procura di carattere sostanziale ad un altro soggetto", divergendo così su questo aspetto l'interpretazione da quella del giudice fiorentino). Quindi effettività della mediazione quando disposta dal giudice perché il tentativo possa dirsi esperito ai fini della procedibilità del giudizio in corso. Aderire all'orientamento milanese che ritiene sufficiente per la condizione di procedibilità un primo incontro destinato alla informativa ed a una formale valutazione della mediabilità condurrebbe ad un "aborto legale della mediazione".
Nell'ordinanza si precisa come secondo la normativa vigente il mediatore al primo incontro non debba limitarsi a verificare la "volontà" delle parti e dei procuratori, ma debba invitarli ad esprimersi sulla "possibilità" di iniziare la procedura di mediazione. A tal fine, occorre verificare la sussistenza, ad esempio, di una delibera che autorizza l'amministratore di condominio a stare in mediazione (come previsto dalla legge 220/12) o di un'autorizzazione del giudice tutelare se a partecipare alla mediazione deve anche essere un minore ovvero la presenza di tutti i litisconsorti necessari. Ma il tribunale siciliano precisa altresì che nel primo incontro il mediatore, tenuto conto di quello che dicono le parti e gli avvocati, debba valutare se sussista questa possibilità.

Una nuova conferma a Roma
Ed il principio di effettività della mediazione, fatto proprio dal tribunale di Firenze e che nasce dall'interpretazione della scuola fiorentina presso il Laboratorio universitario che si occupa di mediazione e negoziazione delle controversie, trova un'ulteriore condivisione anche presso il tribunale di Roma dopo la pronuncia del 30 giugno 2014. Con l'ordinanza del 16 luglio 2014 il giudice capitolino (XIII Sezione civile – Giudice Moriconi) in materia di responsabilità medica, nel corso di un giudizio nel quale era stata acquisita una CTU disposta nel procedimento ai fini della conciliazione della lite (articolo 696-bis del Cpc.) ed in sede di trasformazione del rito ex articolo 702-ter, comma 3, Cpc, formula la proposta conciliativa e dispone immediatamente per il caso della mancata adesione delle parti la mediazione delegata, con l'avvertenza che è richiesta alle parti l'effettiva partecipazione al procedimento di mediazione demandata e che la mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione demandata dal giudice, oltre a poter attingere alla stessa procedibilità della domanda, è in ogni caso comportamento valutabile nel merito della causa.
Principio di effettività della mediazione applicato dunque alla mediazione demandata dal giudice (articolo 5, comma 2, Dlgs 28/2010) ma che già viene ritenuta applicabile anche alla mediazione obbligatoria preventiva ex lege (articolo 5, comma 1-bis, Dlgs 28/2010).