XXXIII CONGRESSO NAZIONALE FORENSE

La svolta dell'avvocatura verso la mediazione

| 10/10/2016

« Mantenere l’istituto della mediazione, correggendone i limiti e le problematiche sinora riscontrate nella sua applicazione » esplicitando anche a livello normativo « il dovere di comparizione personale delle parti » e, quindi, una « revisione del modello di mediazione nell’ottica di favorire e rafforzare lo svolgimento effettivo della stessa, con una costante valorizzazione del ruolo dell’avvocato ». Questa la sintesi più efficace di una svolta epocale nell’avvocatura italiana chiamata a deliberare su due mozioni politiche proposte rispettivamente dai delegati dell’Ordine forense di Roma e da altri delegati di riferimento del Coordinamento della Conciliazione Forense.

Con l’approvazione delle mozioni in questione si inizia così a ricucire quel rapporto che era stato lacerato all’indomani dell’entrata in vigore della mediazione nel 2010 ed in particolare della mediazione obbligatoria, e che aveva visto sancire un riavvicinamento in esito all’approvazione della riforma attuata con il Dl “del fare” nel 2013 attraverso la rivalutazione della funzione dell’avvocato nel procedimento di mediazione.

Un nuovo inizio dunque per un nuovo rapporto tra l’avvocatura e la mediazione e tutti gli strumenti di ADR (Alternative Dispute Resolution) non quale fuga dal processo civile, rispetto al quale è necessario lavorare perché possa essere in grado di dare risposte efficaci, e nemmeno quale mera alternativa, ma nell’ambito di un diverso modo di intendere i sistemi di dispute resolution come complementari ed integrati, autonomi, ma che dialogano per consentire di offrire soluzioni adeguate alle controversie civili.

Diversi sono i punti sui quali le mozioni politiche approvate mirano ad ottenere un riassetto normativo utile a migliorare la fruibilità della mediazione (che deve essere effettiva) e degli altri procedimenti di ADR. Un messaggio chiaro e diretto in primo luogo alla Commissione ministeriale presieduta dal prof. Alpa (i cui lavori sono stati recentemente prorogati dal Ministro Orlando al 15 gennaio 2017) che è all’opera proprio per la razionalizzazione della normativa vigente in materia di ADR.

Non si pone quindi in dubbio né la mediazione né la sua obbligatorietà ed in tal senso particolarmente significativa appare la proposta di prevedere che lo svolgimento della mediazione per accordo delle parti possa sostituire lo svolgimento della negoziazione assistita quando quest’ultima è prevista come obbligatoria.

Una svolta culturale profonda. Una svolta culturale destinata ad orientare le riforme in atto. Una svolta culturale che consente all’avvocatura di assumere quel ruolo centrale anche nella gestione delle liti “fuori del processo” al quale la stessa aveva scientemente abdicato.

La giornata dell’ 8 ottobre 2016 segna così uno spartiacque temporale per l’avvocatura italiana che non soltanto non si oppone alla mediazione obbligatoria, ma apre in maniera convinta alla mediazione ed ai procedimenti ADR rivendicando quel ruolo da protagonista in una prospettiva profondamente rinnovata.

Si apre una nuova epoca nella quale la sfida per il rinnovamento della professione forense è lanciata. L’avvocato in tal senso può ambire a divenire il motore propulsore della rinascita di un sistema sostenibile della giustizia civile e, per ciò stesso, adeguato, coerente, efficace ed efficiente.

La riforma del processo civile e dei sistemi di ADR, ma anche le buone prassi da avviare e consolidare presso gli uffici giudiziari, costituiscono il prossimo banco di prova della svolta partita dal Congresso di Rimini.

MOZIONI SULLA MEDIAZIONE

Mozione_33_1

Mozione_37_2

Mozione_53_1


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