la mozione approvata al congresso

Nasce l'Organismo congressuale forense, addio all'Oua

10/1072016


Finisce l'Oua e nasce l'Organismo congressuale forense. Il Congresso nazionale di Rimini, dopo venti anni di funzionamento dell'Organismo unitario dell'avvocatura, ha dato il via ad una nuova fase di rappresentanza politica. Il nuovo organismo dovrebbe assicurare un rapporto più stretto con il congresso che diventa triennale.

LA MOZIONE APPROVATA

L'OCF dovrà essere eletto entro 30 giorni dall'approvazione delle mozioni e sarà composto da rappresentanti eletti in seggi elettorali formati su base distrettuale in ragione di uno fino a cinquemila iscritti agli albi ed elenchi speciali degli Ordini del Distretto e da un ulteriore rappresentante ogni successivi cinquemila iscritti o frazione pari o superiore a duemilacinquecento. I componenti non potranno essere eletti per più di due mandati consecutivi.

L'elettorato attivo spetterà ai Delegati congressuali degli Ordini del Distretto, mentre quello passivo ad ogni avvocato iscritto in uno degli albi ed elenchi speciali degli stessi che si siano candidati e che non abbiano riportato, nei cinque anni precedenti. una sanzione disciplinare esecutiva più grave dell'avvertimento. La candidatura dovrà essere presentata al Presidente del COA distrettuale. Al nuovo organismo spetterà anche proclamare nel rispetto del codice di autoregolamentazione l'astensione dalle udienze. I costi per il funzionamento dell'OCF saranno sostenuti dal Consiglio Nazionale forense che dovrà inserirli in bilancio. Il Cnf ne terrà conto nella definizione del contributo annuale degli avvocati.

Per il presidente del Consiglio nazionale forense Andrea Mascherin «l'avvocatura ha provato a cambiare le cose e già questo rappresenta un elemento positivo. Il Cnf proverà a dare una mano alla nuova esperienza che nasce adesso». Critica Mirella Casiello, presidente dell'Oua, secondo cui «si sarebbe potuto cambiare, individuando i problemi che hanno spesso limitato l'azione politica dell'Oua. Ora avremo un organismo con una forte impronta ordinistica, ridotto nei numeri e più dipendente dal Cnf. Infine, dopo che per un anno le decisioni si sono mosse sull'asse ministro Orlando-Cnf, questo nuovo Ocf si confronterà con l'assenza di una reale autonomia, rischierà di essere solo una cinghia di trasmissione di decisioni prese altrove. Lo stesso problema che ha avuto l'Oua».

La svolta dell'avvocatura verso la mediazione (Marco Marinaro )