ufficiale giudiziario

Il difensore d'ufficio anticipa le spese di notifica della diffida per la parcella

| 6/6/2017

Ministero della Giustizia - Direzione Generale del Personale e della Formazione - Circolare 15 maggio 2017

Il difensore d'ufficio deve sostenere di tasca propria le spese di notifica, a mezzo ufficiale giudiziario, della lettera di diffida ad adempiere il pagamento delle competenze professionali maturate. La spesa andrà poi a confluire nel credito complessivo vantato dal professionista. Lo ha stabilito la Direzione Generale del Personale e della Formazione del Ministero della Giustizia con la circolare 15 maggio 2017 indirizzata, fra gli altri, al presidente della Corte di cassazione, ai presidenti delle Corti d'appello ed al Consiglio nazionale forense.

La Direzione generale della giustizia civile, si legge, è stata interpellata da un avvocato del Foro di Lecce, che chiedeva chiarimenti circa l'esistenza o meno – ex articolo 32 delle disposizioni di attuazzione del Cpp – della gratuità della notifica a mezzo dell'Ufficiale Giudiziario della missiva con cui si diffida il cliente/debitore ad adempiere al pagamento delle competenze professionali maturate dal difensore d'ufficio. La materia, ricorda la circolare, è stata già affrontata in una nota (prot. m_dg.DAG.02/03/2015.0035344.U - All. 1), emanata dalla Direzione della giustizia civile, in cui si è precisato che l'articolo 32 del Testo Unico delle spese di giustizia (Dpr 30 maggio 2002 n. 115) «fissa il principio generale per il quale le spese di notifica, effettuata a mezzo dell'ufficiale giudiziario, devono essere anticipate dalla parte richiedente». L'esenzione dal pagamento infatti è prevista «per i procedimenti in materia di lavoro e di previdenza ed assistenza obbligatoria» ma «non si estende fino a ricomprendere i crediti professionali vantati dai difensori d'ufficio ex art. 32 disp.att. c.p.p., mancando un'esplicita menzione degli stessi nel testo normativo». Sul punto, prosegue la circolare, rimane infatti condivisibile quanto affermato dalla Direzione della Giustizia Civile con riferimento alla richiesta di notifica di atti stragiudiziali in regime di esenzione che «non può dirsi esente dal pagamento delle relative spese, non potendosi affermare che nella dizione di: “procedure intraprese per il recupero dei crediti professionali” usata dal legislatore (art. 32 disp. att. c.p.p.) sia ricompresa la prodromica attività stragiudiziale (ad esempio invio di una diffida di pagamento)».

In definitiva, afferma la circolare: «la diffida ad adempiere al cliente/debitore, notificata a mezzo dell'Ufficiale Giudiziario, pur rientrando nell'attività che il difensore d'ufficio è tenuto ex lege ad espletare per il recupero dei propri crediti professionali, non può rientrare nel regime di esenzione, con conseguenti oneri a carico dell'erario, per mancanza di espressa previsione normativa». Essa dovrà dunque rientrare «in qualità di spesa inerente l'attività di notifica richiesta al competente Ufficio NEP, nell'ammontare del credito professionale vantato dal difensore stesso all'atto della sua riscossione da parte del debitore/cliente» (così superando l'interpretazione contenuta nella nota prot. n. 6/1884/03-1/RG del 23 novembre 2004, emanata dall'allora Ufficio VI di questa Direzione Generale).