Domani a Roma G7 delle avvocature contro il linguaggio dell'odio

13/9/2017 15:53

Domani a partire dalle 9.30 si svolgerà a Roma, Palazzo della Cancelleria, l'incontro internazionale organizzato dal Consiglio nazionale forense sotto gli auspici della presidenza italiana del G7 sul tema “Sicurezza e linguaggio dell'odio”. L'incontro sarà aperto dalla sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi e concluso dal ministro della Giustizia Andrea Orlando, con interventi della presidente della Camera Laura Boldrini, del vicepresidente della Corte costituzionale Giorgio Lattanzi, del primo presidente della Corte di Cassazione Giovanni Canzio, del Garante della Privacy Antonello Soro, dello Sherpa G7/G20 del presidente del Consiglio ambasciatore Raffaele Trombetta e del presidente del Consiglio nazionale forense Andrea Mascherin.

“Questo incontro - dichiara il presidente del Cnf Mascherin - è un evento di assoluta rilevanza sia per il tema trattato che per il percorso che lo ha preparato. Per la prima volta le avvocature dei Paesi del G7 hanno lavorato in strettissima collaborazione, nella convinzione che un problema fondamentale come quello del proliferare del linguaggio d'odio su Internet possa essere affrontato solo a livello internazionale e che l'impegno sociale e civile degli avvocati sia fondamentale per coniugare le necessarie sanzioni con la difesa delle fondamentali libertà di pensiero, parola ed espressione”.

«Le sette avvocature - spiega una nota del Cnf - concordano nell'individuare la comunicazione come elemento centrale nello sviluppo della società, della cultura dei cittadini e della formazione della mentalità comune». «Ciò – prosegue - rende imprescindibile la definizione di strumenti atti a sanzionare la diffusione di messaggi di odio, razzismo e intolleranza su Internet, ma anche, e anzi soprattutto, la ricerca di percorsi formativi e di “educazione alla legalità” capaci di esercitare la necessaria prevenzione, unico mezzo in grado di affrontare il problema alla radice ostacolando l'insorgenza di quei messaggi d'odio». «Non sfugge tuttavia - continua il Consiglio nazionale forense - l'estrema delicatezza del problema. Bisogna infatti garantire e tutelare la privacy e la dignità degli individui, impedire il diffondersi e il proliferare del linguaggio d'odio, senza tuttavia ledere le libertà fondamentali di parola, pensiero ed espressione. Si tratta di un crinale stretto e scivoloso nel quale gli avvocati, in quanto presidio dei diritti sia sociali che individuali, possono e devono esercitare un ruolo fondamentale».