la decisione

Prezzo simulato, vale scrittura privata firmata per ultima

| 21/12/2017

Corte d'appello di Lecce - Sentenza 729/2017

Se è incontestata la simulazione del prezzo di vendita indicato nel rogito notarile, il problema dell'accertamento dell'effettiva volontà delle parti si sposta sul contenuto dei contratti preliminari. E, in mancanza di una scrittura privata che chiarisca la reale volontà dei contraenti, il giudice deve logicamente aver riferimento all'accordo firmato per ultimo. Sono queste le conclusioni a cui è giunta la Corte d'appello di Lecce nella sentenza 729 depositata il 5 luglio scorso.
La lite ha visto contrapposti i venditori e l'acquirente di un appartamento.
Davanti al tribunale, i primi avevano chiesto la condanna della compratrice al pagamento di 14mila euro, pari alla differenza tra 229mila euro, prezzo indicato in un contratto preliminare del marzo 2005, e l'importo già versato. Dal canto suo, l'acquirente aveva dedotto che il prezzo effettivo ammontava a 200mila euro ed era stato stabilito in un precedente negozio preliminare dell'ottobre 2004, mentre limporto di 229mila euro era stato indicato per ottenere un più elevato mutuo bancario.
Sicché, concludeva la convenuta, la domanda andava respinta, essendo già stata versati 205mila euro, somma maggiore di quella concordata.

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