Giudici pace: shock per no Cassazione su risarcimento per malattie nei Cie

8/1/2018 15:25

“L'intera categoria manifesta la sua amarezza ed indignazione nei confronti della recente sentenza della Cassazione che ha negato il diritto al risarcimento del danno ad un giudice di pace che aveva contratto una gravissima malattia (la tubercolosi) a causa dell'insalubrità del luogo di lavoro ove espletava i suoi doveri di magistrato. Manifestiamo la nostra piena solidarietà al collega ed istituiremo un fondo di garanzia a favore dei colleghi abbandonati dallo Stato e privati dei più elementari diritti riconosciuti dalla Costituzione e dall'ordinamento giuridico a tutti gli esseri umani”. Lo scrivono in una nota Maria Flora Di Giovanni e Alberto Rossi rispettivamente Presidente Nazionale e Segretario Generale dell'Unione nazionale dei giudici di Pace.
“Un cittadino extracomunitario - prosegue il comunicato - che contrae una grave malattia nei centri di accoglienza dove è trattenuto in attesa di rimpatrio (CIE) ha diritto al risarcimento del danno, come è giusto e dovuto in un Paese civile, ma il giudice di pace che si reca in quei luoghi, spesso privi di adeguate misure di sicurezza sanitaria (che devono essere garantite dai Ministeri della Giustizia e dell'Interno), per decidere sulla convalida dei provvedimenti di espulsione nell'adempimento dei suoi doveri, laddove contragga una grave malattia non ha nessun diritto: ciò è un'aberrazione giuridica che ci pone al di fuori dell'Europa e del Mondo civile”.
“I colleghi che hanno sempre garantito l'espletamento del servizio - prosegue la nota -, persino nei giorni di Natale e Capodanno, stanno seriamente valutando di astenersi per il futuro dal recarsi nei CIE, a tutela della loro integrità fisica: se è vero, come sostiene apoditticamente la Cassazione, che noi giudici di pace saremmo solo dei volontari, in quanto tali non siamo tenuti ad osservare gli ordini di servizio dei Presidenti di Tribunale e le circolari del Csm”.
“In tal senso, chiederemo al Consiglio Superiore della Magistratura di intervenire con urgenza a tutela della dignità della nostra funzione, e denunceremo i fatti alla Commissione Europea ed alla Corte di Giustizia Europea, ove già pendono plurime procedure di infrazione a carico dello Stato e di riconoscimento dei nostri diritti di lavoratori. Anche per tali ragioni da domani, lunedì 8 gennaio, i giudici di pace italiani saranno in sciopero per 4 settimane consecutive”.