legge n. 219 del 2017

Biotestamento: rischio confusione senza il coordinamento con le “unioni civili”

| 5/2/2018

La disciplina del regime transitorio dimentica di coordinare il nuovo testo con gli istituti già vigenti, in particolare con la legge n. 76 del 2016 (cosiddetta “legge Cirinnà”). Quest'ultima include alcune disposizioni che non collimano con la nuova normativa. Ma quid juris dal 31 gennaio 2018 in poi?
La legge n. 219 del 2017 è entrata in vigore il 31 gennaio 2018. L'articolo 6 prevede una disciplina di diritto transitorio: «ai documenti atti ad esprimere le volontà del disponente in merito ai trattamenti sanitari, depositati presso il comune di residenza o presso un notaio prima della data di entrata in vigore della presente legge, si applicano le disposizioni della medesima legge».
Regime transitorio e coordinamento normativo con la legge n. 76 del 2016 - Questo regime transitorio ha una funzione “selettiva” poiché identifica quali schede biotestamentarie possano beneficiare del trattamento normativo di nuovo conio, seppur a formazione antecedente: ad esempio, si opta per il richiamo delle sole schede depositate presso il notaio o il comune così escludendo il deposito presso le province, circostanza che poteva avvenire in alcuni territori. La disciplina di diritto transitorio dimentica, però, di coordinare il nuovo testo con gli istituti già vigenti.

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