anno giudiziario forense

Mascherin (Cnf), “l’indipendenza dell’avvocato” nella Costituzione

| 9/2/2018

«La magistratura deve avere un regolatore interno al sistema. E l'avvocatura dall'interno già regola, equilibra e controlla il funzionamento della giurisdizione ma se l'avvocatura non è più libera allora interverrà un regolatore esterno e le conseguenze non sono gestibili e prevedibili». Il presidente del Consiglio nazionale forense, Andrea Mascherin ha aperto questa mattina l'Anno giudiziario dell'Avvocatura, per la prima volta alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella, a cui Mascherin ha rivolto un ringraziamento per l'attenzione che ha voluto dimostrare nei confronti della categoria. Mascherin ha poi fatto un forte richiamo alla autonomia della Avvocatura chiedendo che nella Costituzione venga inserito in maniera espressa che la «professione di avvocato è libera ed indipendente», auspicando che a farlo sarà la prossima Legislatura.

La giurisdizione, ha proseguito Mascherin, va tutelata perché esse «non è automaticamente autonoma». E' ormai «soggetta ad un tribunale mediatico», per esempio quando un giudice libera un indagato «viene processato». Inoltre è schiacciata su di una richiesta di «efficienza e velocità senza guardare alla qualità della prestazione. Le garanzie processuali sono viste come un ostacolo». «Tutte queste forme di condizionamento ci sono - ha proseguito - e quindi deve continuare la collaborazione con il Csm, l'Avvocatura stato e gli altri attori istituzionali». «Così come la collaborazione con la stampa a tutela dignità delle persone». La voce del popolo, cha aggiunto, «sono avvocatura e la stampa dove non c'è libertà mancano avvocatura e stampa».

Mascherin ha poi dato atto al ministro della Giustizia Andrea Orlando di aver ottenuto importanti risultati in materia di equo compenso, di tutela della donne avvocato nel corso della gravidanza e sui nuovi parametri in via di definizione. Parere positivo anche per gli «sforzi sul carcere per recuperare una visione costituzionale della pena». Ed anche per assicurare maggior «privacy alle persone». Dissenso invece è stato espresso dal presidente Mascherin nei confronti della riforma fallimentare e della sommarizzazione del processo civile ma, ha concluso sul punto, «è importante soprattutto il fatto che si è continuato ad investire in giustizia. Lasciamo stare i codici e proseguiamo con gli investimenti».

Orlando, Avvocatura bacino competenze per il Paese
«Volevo ringraziare il Cnf che ha difeso le ragioni dell'Avvocatura senza sconfinare nel corporativismo». «L'Avvocatura è uno dei principali bacini di competenza di questo Paese e la competenza è cruciale per il cambiamento, dobbiamo avere più fiducia nella competenza in un momento in cui anche le verità scientifiche vengono messe in dubbio». Lo ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando nel corso della inaugurazione dell'anno giudiziario forense, organizzata dal Cnf ed in corso questa mattina, alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella. «È stata una legislatura importante per la Giustizia e per i processi che ha avviato». La giustizia civile è stata in passato troppo spesso «dimenticata», ha proseguito Orlando, sottovalutandone «l'importanza per crescita e competitività del Paese. Ed anche l'avvocatura è stata lasciata in disparte». Su questo, ha continuato, abbiamo cambiato paradigma per ricondurre il sistema giustizio «al livello di cui questo paese ha bisogno». «È vero – ha poi detto rivolgendosi al presidente del Cnf Mascherin - questo è un tempo insofferente alle garanzie e questo è tutt'uno con l'indifferenza alla democrazia».

Nel civile, ha proseguito Orlando, l'azione è stata rivolta soprattutto a «deflazionare il flusso in entrata» grazie anche ai sistemi Adr (Risoluzione alternativa delle controversie) e alla «obbligatorietà del processo civile telematico». Si sono poi velocizzate le procedure esecutive e giudiziali anche nei casi di crisi di impresa e di insolvenza su cui è intervenuta di recente la legge di delega. Ed i dati a consuntivo, ha continuato, lo certificano: «meno 1,5 mln di processi sul 2013 dimostrano la bontà di questo approccio». «Dal 2013 ad oggi abbiamo recuperato di 52 posizioni nella classifica della “Doing business” della Banca mondiale». Il ministro ha poi rivendicato gli interventi sulla struttura amministrativa «decisivi insieme al ruolo della Avvocatura per la partenza del processo civile telematico». «La giustizia – ha continuato - sta vivendo una rivoluzione digitale: 11 mln di provvedimenti nativi digitali sono stati depositati da parte dei giudici civili, ciò grazie anche alla massiccia procedura di investimenti sul personale». Così, sul versante penale, per il ministro, sono stati decisivi gli interventi informatici per la funzionalità complessiva del settore: «anche qui – ha detto – le comunicazione telematica sono la regola».

Pansini (Anf), per i 245.631 avvocati serve proposta coraggiosa
«L'auspicio è che i 245.631 avvocati alla data del 18 gennaio 2018, possano in futuro essere compartecipi di una proposta coraggiosa e responsabili sul tema della giurisdizione nel nostro paese e sull'organizzazione della professione». Così il segretario generale dell'Associazione Nazionale Luigi Pansini a margine dell'inaugurazione. «Invece di incoraggiare i giovani ad intraprendere la professione o di favorirne l'esercizio - ha proseguito -, preparandoli ad un modo diverso e nuovo di esercitarla, pare si voglia semplicemente scoraggiarli: il nuovo esame di abilitazione ne è la prova lampante. E i corsi obbligatori con numero chiuso e verifiche intermedie e finali, previsti dallo schema di decreto ministeriale reso noto, nonché il percorso per diventare cassazionisti (alla data del 31.12.2017, sono 72.813) paiono rispondere alla stessa logica: ridurre il più possibile il numero di giovani che accedono alla professione di avvocato o la esercitano. Una scelta di comodo che nasconde l'assenza di una visione in prospettiva della professione».