Consulta: abolizione Equitalia, legittima rottamazione ruoli 2000-2016

14/2/2018 12:59

La Consulta, sentenza 29 di oggi, salva la rottamazione dei ruoli disposta dal Dl n. 225 dell'ottobre 2016 per accompagnare lo scioglimento di Equitalia (dal 1° luglio 2017), con la conseguente attribuzione delle funzioni all'Agenzia delle entrate-Riscossione. La norma per far partire il nuovo ente senza «un pesante arretrato» ha previsto con riguardo a tutti i carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016, senza distinzione tra tributi statali e tributi regionali, la possibilità di estinguere il debito senza corrispondere sanzioni e interessi di mora. Contro questa norma ha proposto ricorso la regione Toscana lamentando la lesione delle proprie competenze in materia tributaria. Per la Consulta però la definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione fa riferimento alla diversa materia della «riscossione, e più precisamente della riscossione mediante ruoli».

Infatti, spiega la decisione, l'intervento del legislatore statale «non è principalmente diretto a disciplinare i tributi e le relative sanzioni, e la stessa incidenza su queste ultime costituisce un passaggio ritenuto necessario in vista della finalità perseguita, che è quella della riorganizzazione della procedura esecutiva in questione». In questo senso, continua la Corte, «non può assumere rilievo il fatto che siano coinvolte anche le imposte “proprie” delle Regioni», ricorrendo «le condizioni che legittimano l'esercizio della potestà legislativa concorrente dello Stato del «coordinamento […] del sistema tributario» ai sensi dell'art. 117, terzo comma, Cost. nonché dell'art. 119, secondo comma, Costituzione, e in conseguenza «non sussiste la lamentata lesione delle competenze regionali in materia di autonomia finanziaria».
Né la questione è fondata «con riguardo alla lesione dell'autonomia finanziaria “sostanziale” della Regione» in quanto non è stato provato che «l'applicazione della norma impugnata determinerebbe una diminuzione del gettito dei tributi regionali, e in misura tale da comprometterne la funzionalità». Per un verso infatti non è indicata l'entità della perdita dalla mancata riscossione delle sanzioni, per l'altro, secondo le previsioni dello Stato il gettito dovrebbero aumentare.

Inoltre con riguardo alla possibilità accordata a Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni, che utilizzano per la riscossione coattiva “l'ingiunzione fiscale” di non aderire alla definizione agevolata, la Corte chiarisce che «rimane estraneo il sistema dell'ingiunzione, che è gestito dagli enti impositori, direttamente ovvero tramite affidamento a terzi» (ai sensi del Dlgs n. 446/1997). La Consulta in definitiva ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'articolo 6, commi 1 e 10, e 6-ter del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193 (Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili), convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016 n. 225.