Aslawomen, avvocate al 48% ma reddito metà degli uomini

7/3/2018 12:59

In Italia gli avvocati iscritti alla Cassa Nazionale di previdenza e assistenza forense sono 240 mila (secondo l'ultimo dato di bilancio approvato del 2016) e uno su due (il 48%) è donna. Secondo i dati ufficiali della Cassa Forense, dal 1981 a oggi il numero delle avvocate è cresciuto notevolmente: nel 1981 le donne che esercitavano la professione in Italia erano solamente il 7%, raddoppiate nel 1991 al 15%, per poi crescere costantemente fino ad arrivare al 21% (nel 1995), 30% (nel 2001), 36% (nel 2005) e a raggiungere il picco del 48% nel 2016. Attualmente in alcune regioni del centro Nord nelle fasce più giovani (26 – 34 anni), il numero di avvocate è superiore rispetto al numero di colleghi uomini. I dati della Cassa Forense evidenziano, però, una gravissima disparità reddituale, considerato che il reddito medio delle professioniste è infatti pari a poco più del 43% di quello dei colleghi uomini: nel 2015 il reddito medio dichiarato dagli uomini è stato di 52.763 euro contro i 22.772 euro dichiarato dalle donne. Sono questi i risultati dei dati elaborati da ASLAWomen (Sezione di Alsa– Associazione degli Studi Legali Associati) che monitora la condizione delle avvocate e il livello di politiche di diversity.

“Secondo ASLAWomen – commenta l'avvocata Barbara de Muro, responsabile della sezione – le professioniste, sebbene rappresentino oggi una componente numericamente importante negli studi legali associati, continuano a essere poco presenti nelle posizioni di vertice: negli ultimi anni il numero di avvocate socie negli studi Membri è passato dal 16,9% del 2013 al 24,7% del 2016 e il discrimine più netto si avverte nel passaggio a Equity Partner con solo il 20,40% di avvocate nel 2016. Agevolare una piena partecipazione delle donne alla vita dello studio legale non solo corrisponde alla giusta esigenza di valorizzazione della persona di talento, ma significa anche assicurare un contributo prezioso al contesto lavorativo.” Secondo i dati Asla, nel 2016 il 53,06% degli Studi membri ha adottato concrete iniziative di valorizzazione delle differenze e ben due studi Asla su tre (75,51%) adotta una politica di sostegno dei professionisti nella conciliazione tra vita professionale e vita privata, tesa al miglioramento della qualità della vita: il 56,76% realizza l'intento mediante l'organizzazione di momenti conviviali con le famiglie dei professionisti; il 62,16% con la creazione di spazi interni come la mensa, il ristorante, la cucina e la sala relax; il 70,27% fissa le riunioni interne in orari idonei a conciliare eventuali esigenze familiari; l'81,08% attraverso la possibilità di lavorare da casa; il 29,73% stipula polizze assicurative sanitarie.
Della diversity si discuterà all'evento “Diritto al Futuro”, che ASLA organizza il prossimo 18 maggio a Milano, presso Palazzo mezzanotte.

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