società tra professionisti

Nelle Stp contano le «teste»

| 4/5/2018

Cndcec - Nota del 30 aprile 2018

Nelle società tra professionisti (Stp) il numero dei soci professionisti (intesi come “teste”) deve essere pari almeno ai due terzi del numero totale dei soci; le quote di partecipazione al capitale sociale di titolarità dei soci professionisti devono essere di entità complessiva tale da raggiungere almeno i due terzi del capitale. Lo afferma il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti in una nota del 30 aprile 2018 (prot. PO 319/2017), così nuovamente replicando quanto il Cndcec aveva espresso nella Nota prot. PO 150/2014.

La questione, estremamente controversa, si pone a causa dell'assai imperfetto testo dell'articolo 10, comma 4, lettera b), della legge 183/2011, per il quale «In ogni caso il numero dei soci professionisti e la partecipazione al capitale sociale dei professionisti deve essere tale da determinare la maggioranza di due terzi nelle deliberazioni o decisioni dei soci». In sostanza non si capisce se la congiunzione «e» tra i professionisti considerati come “teste” (i due terzi rispetto al numero complessivo dei soci) e i professionisti considerati come “quote” (i due terzi del capitale sociale) sia da intendere nel senso che entrambe queste caratteristiche devono ricorrere oppure una sola di esse sia sufficiente per costituire una Stp.

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