GIORNATA EUROPEO DEL GIUDICE LAICO

Per i Giudici onorari uno statuto per il futuro

| 17/5/2018

Congesso Enalj - Napoli 11-13 maggio 2018

La città di Napoli, quest'anno, ha fatto da cornice alla celebrazione del settimo anniversario del Forum Europeo del Giudice Laico che coincide con l'European Day, con la sottoscrizione della Carta Europea del giudice Laico, a Bruxelles presso la sede del Parlamento Europeo,nel maggio del 2102 e con l'Assemblea Generale annuale dell'European Network of Associations of Lay judges.

Il Convegno di Roma

I delegati di alcune associazioni dei giudici laici e onorari si sono prima incontrati a Roma il 2 febbraio 2018, alla conferenza organizzata dalla Rete Europea delle associazioni dei giudici laici e onorari in cooperazione con l'Associazione Nazionale Giudice di pace, ricevendo il patrocinio della Commissione Europea rappresentanza in italia e l'accreditamento da parte del Consiglio Nazionale Forense. Il confronto tra i vari sistemi europei mediante la traduzione e l'esame di documenti inviati da ogni parte d'Europa e la partecipazione personale dei rappresentanti di Estonia, Belgio e Polonia, ha evidenziato, ancora una volta, l'anomalia del sistema italiano rispetto a quello europeo. Dal confronto è emerso il profondo divario esistente in Italia, tra i giudici di carriera e quelli non di carriera, impiegati praticamente a tempo pieno rispetto agli omologhi europei ma senza tutele sociali e divenuti solo formalmente, volontari della giurisdizione. La riforma della magistratura onoraria infatti, ne rende endemica la precarizzazione e in definitiva, la legalizza anziché tendere alla stabilizzazione dei giudici in servizi da oltre un ventennio, valorizzandone le competenze e la professionalità acquisite nel corso degli anni. A Roma, l'avvocatura rappresentata dai presidenti di alcuni Consigli dell'Ordine, ha manifestato le proprie perplessità e la propria preoccupazione per una riforma che, in definitiva, offre poco garanzie di efficienza del sistema e di qualità tenuto conto che non migliora le condizioni dei giudici onorari. Anche il rappresentante della politica presente al Convegno ha posto in luce le irragionevolezze e i profili di incostituzionalità della riforma.
Gli interventi di un rappresentante della Commissione Europea e del Prof. Pier Virgilio Dastoli, Presidente del Consiglio Italiano del Movimento Europeo (CIME), hanno invece evidenziato l'interesse per la elaborazione difficile ma non impossibile, di una figura di magistrato onorario nel quadro europeo, nell'ottica di armonizzazione dei sistemi, che si occupi di determinate materie .

Il Network europeo a Napoli e il Forum Europeo del Giudice Laico

Dopo la cerimonia di apertura del Network della Rete Europea da parte dell'avv. Roberto Fiore, presidente della biblioteca di Castelcapuano intitolata ad Antonio De Marsico, e gli interventi istituzionali del Presidente della Corte di Appello di Napoli Giuseppe De Carolis De Prossedi e del Presidente della fondazione di Castelcapuano Antonio Buonaiuto, il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris che ha concesso il patrocinio del Comune di Napoli all'evento, ha accolto le corpose delegazioni di Austria, Svizzera, Belgio, Germania, Polonia Finlandia, in video web, Irlanda del Nord e Italia.

Il futuro del giudice laico e onorario in Italia

Se futuro possa esserci per i giudici non di carriera questo, di certo, non dipende dalla riforma della magistratura onoraria che tende piuttosto alla costituzione dell'ufficio del Giudice. I magistrati onorari impiegati nel cosiddetto ufficio del processo, perdono quasi del tutto, la loro autonomia, divengono meri collaboratori del giudice di carriera che, a propria volta, si trasforma in un piccolo capo del proprio ufficio vedendo in tal modo sicuramente migliorare le proprie condizioni a cui non è sicuro però sia speculare un miglioramento e una migliore efficienza del sistema giustizia. Queste, in sintesi, le conclusioni a cui giunge il prof. Carlo Venditti docente di diritto civile alla Università Vanvitelli di Napoli, dopo una breve ma attenta analisi della riforma e della ratio a cui di fatto,oggettivamente, tende evidenziandone anche alcuni profili di incostituzionalità. (“Ciò che traspare dalla recente legislazione è la figura di un giudice precario, dalla fisionomia professionale molto incerta, al quale non si danno compiti di integrazione e di ampliamento della sfera della tutela giurisdizionale, ma di mera supplenza, finalizzati al decongestionamento del carico di lavoro dei giudici togati. Continuiamo a pensare che la magistratura onoraria possa avere un futuro - e non solo in Italia - solo se a essa si farà ricorso per arricchire in senso pluralistico, la giurisdizione con l'apporto di esperienze e di sensibilità estranee alla magistratura togata,nella direzione di forme di giustizia conciliativa e ripartiva attuate con modalità in rito non formalizzate . La giustizia onoraria potrà avere un futuro solo se non sarà considerata figlia di un dio minore perché tenuta ai margine della giustizia togata”. da Rudorf ed. 2016)

La partecipazione dei cittadini alla giurisdizione soprattutto con impiego in forme alternative di risoluzione dei conflitti, costituisce, infatti, lo spirito della legge istitutiva del giudice di pace e avrebbe potuto dare corso a una sorta di sostanziale rivoluzione culturale nel modo di dispensare giustizia se non avesse avuto la sfortuna di imbattersi nella inefficienza e non di rado, nell'ipertrofia della burocrazia ministeriale, nella isteria del legislatore, nella incapacità della politica di dare risposte immediate all'esigenza insopprimibile di Giustizia e nella ostilità dei più. Certo è che dopo una prima fase sperimentale, avrebbe potuto e dovuto accelerare i tempi e l'efficienza di un sistema oramai al collasso. Negli anni è divenuta invece un rimedio inopinato per risparmiare sui costi della giustizia senza per nulla migliorarne l'efficienza con mezzi e risorse,impiegando un esercito di giudici precari, lavoratori a tempo pieno, demotivati e non gratificati, dal futuro incerto e senza alcuna aspettativa e infine, con la riforma, di fatto,asserviti alla magistratura di carriera.

Il futuro del giudice laico e onorario in Europa

L'Eurodeputato Nicola Caputo che da qualche anno segue il caso dei giudici onorari italiani in Europa, il 22 febbraio del 2017 presentò al Parlamento Europeo una interrogazione sulla questione italiana, ha invece evidenziato che i tempi sono maturi perché si completi la procedura di infrazione presso la Commissione Europea. Ha riferito che, a breve, ci sarà una determinazione per indurre il Governo Italiano ad apportare soluzioni in grado di tirar fuori dall'effettivo stato di precarietà i giudici onorari.
L'intervento dell'Eurodeputato è stato poi focalizzato sulla necessità di un'armonizzazione delle legislazioni degli Stati Membri, benchè l'UE abbia una competenza molto limitata in tema di partecipazione dei cittadini nell'amministrazione della Giustizia, senza perdere di vista l'obiettivo che comunque, sia necessaria una professionalizzazione di coloro che amministrano giustizia.
Dopo gli interventi e le operazioni di rito, l'Assemblea Generale ha elaborato una modifica dello Statuto approvato in Belfast nel 2013, perché sia definitivamente riconosciuta la natura no profit dell'ENALJ, con conseguente possibilità che alla Rete siano destinati dei fondi nel programma europeo riservato alla Giustizia. In occasione dell'anniversario dell'UEMC (European Union of Judges in Commercial Matters), l'Unione Europea dei giudici che si occupano di materie commerciali, fondata a Strasburgo nel 1989, la prossima tappa europea del Network potrebbe essere Maastricht o un un altro paese a confine tra Belgio e Olanda.

Conclusioni

Aggiungiamo e ribadiamo ancora e non ci sentiamo temerari per questo,che la magistratura onoraria possa e debba avere un futuro; i tempi e la cultura sono maturi perché l'esercizio della giurisdizione si spogli delle prerogative assolute della riserva di accesso alla magistratura mediante il concorso e si apra anche al cittadino comune quale espressione di civiltà e democrazia perché la casa della giustizia effettiva, senza distinzioni di sorta, possa divenire finalmente la casa di tutti i cittadini
*Presidente Enalj

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