Seminario in Cassazione

Mani Pulite in Italia e Lava Jato in Brasile, analogie e differenze nella lotta alla corruzione

| 29/05/2018


Un seminario di studio su come si combatte la corruzione con le armi del diritto è cominciato ieri in Cassazione. Autorevoli esperti nazionali (Riccardo Bolognesi, Marco D'Alberti, Enrico Del Prato, Antonio Di Pietro, Marco Gambardella, Paolo Ielo, Giovanni Mammone, Francesco Merloni, Mario Palazzi, Luigi Panella, Giulia Passino, Stefano Pesci, Fabio Porta, Rodolfo Maria Sabelli, Mario Scialla; coordinati da Fabio Petrucci e Giorgio Sandulli) hanno presentato esperienze e risultati italiani a 30 magistrati venuti dal Brasile, impegnati sul campo nel loro Paese. Sotto il patrocinio della Sapienza Università di Roma il seminario vuole evidenziare come, sotto un profilo etico, la corruzione corrompe la società e la democrazia e, dal punto di vista economico, danneggia lo sviluppo del Paese.
Studium Italia-Brasile (linkedin.com/in/studium-italia-brasile), associazione impegnata a favorire la conoscenza reciproca e lo scambio di esperienze professionali, ha promosso questa iniziativa di approfondimento e comparazione anche per contribuire a diffondere la cultura del diritto contro la corruzione.
Nella giornata inaugurale, il direttore della scuola forense l’avvocato Riccardo Bolognesi ha sottolineato l'impegno formativo a favore dei giovani avvocati.
Il Presidente di Cassazione Giovanni Mammone ha ricordato come dalla vicenda di Mani Pulite (che portò a conoscenza della pubblica opinione la dimensione diffusa della corruzione politica) e dalle vicende più recenti si può trarre un insegnamento: per combattere la corruzione non basta un approccio penalistico ma è necessario conoscere il funzionamento della Pa, le regole del diritto amministrativo, i principi di responsabilità erariale, la finanza pubblica, i bilanci.
Il direttore del Dipartimento di studi giuridici della Sapienza , professore Enrico Del Prato ha ulteriormente ribadito l'esigenza di interdisciplinarietà, ricordando come il master della Sapienza propone anche un'analisi sociologica e antropologica con l'obiettivo di creare una base culturale che concorra a plasmare la società del futuro al fine di rendere la lotta alla corruzione un valore portante della società.
Il presidente della Associazione Amicizia Italia Brasile Fabio Porta ha sottolineato l'importanza dei rapporti con il Brasile, Paese in cui vivono 30 milioni di persone con origini italiane e che oggi sta combattendo contro fenomeni corruttivi diffusi fino alpunot di condizionare i vertici dello Stato.
L'intervento del coordinatore del corso, avvocato Giorgio Sandulli, ha evidenziato l'interesse e l'impegno del sistema produttivo visto che la corruzione: scoraggia gli investimenti nazionali e ancor più stranieri; falsa la concorrenza e impedisce la crescita (anche occupazionale) delle imprese sane; incentiva la “fuga di cervelli” e disincentiva l'immigrazione qualificata; aumenta ingiustificatamente gli oneri improduttivi a carico delle imprese; riduce la capacità contributiva a danno dell'erario; aumenta le diseguaglianze sociali; incide negativamente sul grado di coesione sociale (per un approfondimento si veda l’ intervento allegato)
L'avvocato Fabio Petrucci, presidente dell'Associazione Studium, che ha promosso questo seminario, ha ricordato l'impegno delle Associazioni dei magistrati brasiliani e le ha ringraziate per la fiducia che da quindici anni riconoscono ai corsi svolti a Roma.
L'avvocato Luigi Panella ha ripercorso la propria esperienza vissuta durante Mani Pulite richiamandone le tappe storiche e processuali (per un approfondimento si veda la relazione allegata)
Il professore Marco D'Alberti ha sottolineato l'esigenza della formazione continua, visto che la corruzione assume continuamente forme diverse. Formazione dei magistrati ma anche dei funzionari che nel nostro sistema sono di prevalente formazione giuridica ma che finiscono per essere piuttosto dei “legisti” ossia sanno quali leggi applicare ma gli sfugge la soluzione dei problemi che necessita di conoscenze statistiche, economiche e di altre scienze sociali.
Nonostante siano stati introdotti molti strumenti utili, la corruzione si è andata diffondendo anche dopo Mani Pulite trasformandosi da corruzione politica (prevalentemente come finanziamento illecito ai partiti politici) a corruzione “amministrativa” (MOSE, Roma Capitale, EXPO, Post terremoto, …) con riferimento a specifici appalti.
Tra gli strumenti poco utili, se non addirittura dannosi, il Prof. D'Alberti ha richiamato l'eccesso di legislazione che porta a scarsa chiarezza; per di più in un sistema che conta una sovrapposizione di leggi (regionali, nazionali, UE, globali fissate dai trattati internazionali). Il che oltre a rendere difficile la comprensione, crea una complicazione burocratica e le troppe procedure amministrative generano una pericolosa discrezionalità amministrativa.
E' positivo, invece, che il sistema sia passato, negli ultimi 7/8 anni, da una mera repressione ad un sistema che sostiene la prevenzione

Il saluto di Fabio Porta, presidente dell’associazione di Amicizia Italia Brasile

L’intervento dell’avvocato Giorgio Sandulli

L’intervento dell’avvocato Luigi Panella