la decisione

Contratti, scambio di scritture sottratto a registrazione

| 27/7/2018

Corte di cassazione – Sentenza 19799/2018

Il contratto è concluso «mediante corrispondenza» (e quindi sottratto a registrazione in termine fisso) non solo quando si forma mediante un «rapporto epistolare», e cioè mediante «lettere spedite e ricevute», ma anche quando si forma mediante «scambio di dichiarazioni unilaterali effettuato brevi manu». È quanto deciso dalla Cassazione nella sentenza n. 19799 depositata ieri: una pronuncia rilevante, poiché, a fronte del frequente ricorso allo «scambio di corrispondenza» nella prassi professionale quotidiana, la definizione di «corrispondenza» è stata poco analizzata nella giurisprudenza.
La questione è importante perché, in moltissimi casi, la formazione di un contratto mediante «corrispondenza» permette di evitare l'obbligo di registrazione entro il termine di 20 giorni e di rimandare la registrazione al verificarsi del “caso d'uso”, evento più unico che raro. Quindi, in sostanza, l'utilizzo della «corrispondenza» evita il pagamento dell'imposta di registro.

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