Notai: Lombardo, categoria pronta per il cambiamento ma norme sono vecchie

9/11/2018 12:13

“Il notaio ha una importanza crescente, siamo usciti dalla torre eburnea, e siamo usciti andando incontro alla gente, al Parlamento al Governo. La sostanza dei notai è pure cambiata. Il 35% sono donne, una volta erano 3, 4, 5 in tutto. I concorsi pubblici, stiamo cercando di farli tutti gli anni ed esaurirli in due anni, ciò ha portato nell'ultimo anno un turn over di mille notai nuovi”. E' un bilancio in chiaro scuro quello tracciato da Salvatore Lombardo, Presidente del Consiglio nazionale del notariato, inaugurando i lavori del 53° Congresso in corso a Roma. Il ritratto è quello di una categoria vivace che risponde bene al cambiamento, anche tecnologico, ma che è se l'è vista brutta durante la crisi e che deve fare i conti con una normativa ormai inadeguata. “Nel 2007 - ha proseguito Lmbardo - i notai hanno redatto 5.7mln di atti, nel 2015 sono scesi a 3,6 mln, con un calo del 37%, nel 2016 e 2017 c'è stato un trend positivo ma “lievissimo”.

“Abbiamo una società spaccata. C'è chi compra case di piccolo valore, fino a 150mila euro ed il loro numero scende mentre c'è un platea di persone che può permettersi case oltre 900 mila euro, e questi sono in aumento”, ha incalzato Lombardo. “Compriamo per il 90% dai privati – ha proseguito -, perché chi compra la prima casa da un privato paga sul valore catastale e non sul prezzo e questo blocca le vendite dalle imprese”. Le donazioni immobiliari continuano ad aumentare del 4%, scendono invece quelle delle aziende, e crescono quelle di denaro. “Il rischio con queste norme – ha proseguito - è che le 130mila donazioni annue per dieci anni rimangano bloccate”. Lombardo ha poi richiamato l'attenzione sul rischio boom contenzioso a Roma dove ci sono stati 200mila atti di edilizia convenzionata, sui quali non v'è certezza giuridica nelle compravendite. “Serve un provvedimento di legge che possa salvaguardare sia chi ha venduto che chi ha comprato”. E poi, serve un “certificato successorio unico”. E “c'è piena disponibilità della categoria per un registro Dat e registro Ads: siamo pronti a fare il registro a livello regionale con blockchain”.

Infine un passaggio sull'antiriclaggio. “Non era il nostro mestiere segnalare i clienti ma l'abbiamo fatto”. “Secondo l'Uif, nel 1° semestre 2018 sono state 2176 le segnalazioni dei notai, pari all'89% del totale dei professionisti”. “Lo stiamo facendo con scrupolo e responsabilità ma il nome del notaio – ha affermato rivolto al ministro della Giustizia Bonafede presente in sala - non deve finire nel fascicolo processuale”. Infine capitolo società. 1867 sono le start up e 174mila le Srls costituite presso i notai “senza chiedere nulla”. “Quando abbiamo detto sì alle Srls senza compenso era per andare incontro ai giovani, ma ora le condizioni sono cambiate e chiediamo un equo compenso per il lavoro che facciamo”. “Non mi offendo – ha concluso, salutato dagli applausi in sala - quando sento la parola tariffe, in Europa solo l'Italia non li ha”. (Francesco Machina Grifeo)

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