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Banche: ‘Dl sofferenze', Bonolis (studio Cms) patto Marciano da rivedere

29/11/2018

Credito al Credito 2018

Un tagliando al “patto Marciano” previsto dal “Decreto sofferenze bancarie” (Dl 59/2016), emanato dal governo Renzi nel maggio 2016, che ha modificato il Testo unico bancario introducendo gli articoli 48 bis e 120 quinquiesdecies del Tub. È una delle istanze emerse oggi nel corso di un convegno presso l'Associazione bancaria italiana dal titolo “Credito al Credito 2018” in collaborazione con Assofin e con la partecipazione delle associazioni di imprese e dei consumatori. «Il c.d. patto marciano – spiega l'avvocato Paolo Bonolis, Partner CMS e Responsabile del dipartimento di Diritto Bancario e Finanziario, nel panel dei relatori - prevede che il creditore diventi proprietario della cosa ricevuta in garanzia in caso di inadempimento del debitore, se il bene trasferito viene fatto oggetto di stima imparziale». E proprio qui si annida il primo scoglio. «Le banche infatti apprezzano l'istituto – prosegue Bonolis – ma sono restie ad implementarlo, può infatti essere esteso anche ai contratti già esistenti, a causa del ricorso ad una valutazione esterna, vale a dire quella del perito del tribunale che benché imparziale presenta ampi margini di variabilità. E se la valutazione è superiore le banche devono da subito corrispondere la differenza». Nonostante la velocità dei tempi della procedura dunque le banche vedono il rischio di doversi accollare gli esborsi relativi ad una valutazione troppo elevata.

«Un altro aspetto critico è quello fiscale in quanto per il trasferimento non sono previste esenzioni ma si pagano per intero le tasse ed imposte dovute per la vendita, a ciò deve poi aggiungersi che la banca rivende l'immobile con un nuovo carico fiscale, così duplicando i costi». «Pertanto allo stato per i non performing loans le banche preferiscono ricorrere all'assegnazione del bene nell'ambito di procedure esecutive già iniziate che presuppongono l'intervenuta valutazione dell'immobile e la possibilità di mitigare o escludere gli effetti fiscali di una doppia vendita». Al palo è rimasto anche l'istituto del «pegno successorio» introdotto sempre dal Dl 59/2016. «Gli imprenditori – prosegue Bonolis – possono costituirlo per garantire i crediti concessi a loro o a terzi, presenti o futuri, se determinati o determinabili e con la previsione dell'importo massimo garantito, inerenti all'esercizio dell'impresa». «In questo caso invece non sono stati fatti i decreti attuativi e dunque non è mai stato costituito il previsto registro presso l'Agenzia delle Entrate con conseguenti problemi di opponibilità ai terzi». «L'istituto poi è per definizione diretto alle banche che in assenza del registro preferiscono ricorrere al “privilegio speciale”». Infine con riferimento ai consumatori, il decreto ha introdotto l'art. 120 quinquiesdecies del TUB che prevede il patto marciano anche nell'ambito del credito immobiliare al consumatore. «Fermo il divieto del patto commissorio – spiega Bonolis -, la norma prevede che le parti possono convenire che in caso di inadempimento la restituzione o il trasferimento del bene immobile oggetto di garanzia reale comporta l'estinzione dell'intero debito a carico del consumatore anche se il valore del bene è inferiore al debito residuo. Vi è dunque una garanzia per il consumatore ma in questo momento va registrata una sorta di ritrosia ideologica della classe politica verso questo istituto». (Francesco Machina Grifeo)

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