la relazione annuale

Garante Privacy: nel 2018 sanzioni per oltre 8 milioni

7/5/2019

Oltre 8 milioni di sanzioni riscosse nel 2018, il 115% in più rispetto al 2017; 707 violazioni amministrative contestate; più di 5600 quesiti, reclami e segnalazioni affrontati; 28 pareri a governo e Parlamento; 27 casi segnalati alla magistratura. E' il bilancio in cifre di un anno di attività dell'Autorità per la privacy, diffuso contestualmente alla Relazione annuale al Parlamento che chiude il settennato del collegio presieduto da Antonello Soro.

Il discorso del Presidente Soro

Gli interventi - spiega il Garante - sono stati centrati innanzitutto sulle novità introdotte dal Regolamento Ue e sulla tutela dei diritti fondamentali delle persone nel mondo digitale: implicazioni etiche della tecnologia; grandi piattaforme; big data; algoritmi a uso sociale; pervasività delle diverse forme di controllo e raccolta dei dati; profilazione online; fake news; cybersecurity; Internet delle cose; revenge porn. Tra i casi più eclatanti, la vicenda
Cambridge Analytica. In primo piano, anche la protezione online dei minori e la lotta al cyberbullismo; il lavoro, con le regole nell'uso delle nuove tecnologie; la cybersecurity; la fiscalità con il nuovo obbligo della fatturazione elettronica; la tutela dei consumatori; la privacy e il diritto di cronaca.
I provvedimenti collegiali adottati nel 2018 sono stati 517; oltre 5.600 i quesiti, reclami e segnalazioni ai quali l'Autorità ha risposto. I ricorsi, decisi fino all'applicazione del Regolamento Ue, sono stati 130 e hanno riguardato soprattutto editori (anche tv); datori di lavoro pubblici e privati; banche e società finanziarie; P.A. e concessionari di pubblici servizi; fornitori telefonici e telematici. I pareri al governo e al Parlamento sono stati 28 (di cui 5 su norme di rango primario) ed hanno riguardato l'attività di polizia e sicurezza nazionale; il casellario giudiziale; i trattamenti di dati a fini di polizia; le misure antiassenteismo e la raccolta delle impronte digitali dei dipendenti pubblici; il Programma
statistico nazionale; il Bonus cultura; il Fascicolo sanitario elettronico; la carta di identità elettronica; il Registro tumori; l'Archivio dei rapporti finanziari; l'Anagrafe nazionale
dei vaccini; il fisco.
Le comunicazioni di notizie di reato all'autorità giudiziaria sono state 27, in particolare per mancata adozione di misure minime di sicurezza a protezione dei dati e illecito controllo a
distanza dei lavoratori.
Le violazioni amministrative contestate nel 2018 sono state 707, soprattutto in materia di trattamento illecito di dati; mancata adozione di misure di sicurezza; telemarketing; violazioni di banche dati; omessa o inadeguata informativa agli utenti; omessa esibizione di documenti al Garante.
Le sanzioni amministrative riscosse ammontano a oltre 8 milioni 160 mila euro, circa il 115% in più rispetto al 2017.
Sono state effettuate 150 ispezioni, anche con il contributo del Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche, sia in ambito pubblico sia privato.
Quanto alla relazione con il pubblico, il Garante ha risposto a 22.800 quesiti su adempimenti legati al Regolamento Ue, questioni legate a telefonate, mail, fax e sms promozionali indesiderati; Internet; videosorveglianza; rapporto di lavoro; dati bancari.