Premio 'Tindari Baglione' a cinque neolaureati

12/6/2019 17:33

Premiati, con una cerimonia al Palazzo di Giustizia di Firenze, cinque neolaureati in giurisprudenza con il massimo dei voti come vincitori della seconda edizione del Premio Tindari Baglione, intitolato al procuratore generale presso la corte di appello di Firenze scomparso prematuramente nel 2015. I premiati sono Giovanni Aversente (Corigliano-Rossano), Elena Escriva (Empoli), Giulia Lapi (Rufina), Bianca Mazzetti (Vernio), Marta Pascale (San
Miniato).
L'iniziativa è del Comitato Culturale Tindari Baglione, costituito nel 2017 per promuovere attività culturali e sociali a sostegno della formazione dei giovani, presieduto da Anna Maria Baglione consorte del Procuratore generale scomparso. I vincitori hanno ricevuto un assegno di 2.000 euro ciascuno, grazie al sostegno di Confindustria Firenze, Intesa Sanpaolo, Rosss, Lineapiù Italia. A premiarli sono stati i vertici della magistratura fiorentina e dell'Università degli studi,
rispettivamente guidati dal presidente della corte di appello Margherita Cassano e dal rettore Luigi Dei. Al bando hanno risposto 29 candidati.
Ha inviato un messaggio il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede scrivendo che "da avvocato e, ancor prima, da studente della facoltà di giurisprudenza proprio a Firenze" condivide "pienamente il senso e la finalità della vostra iniziativa". "Premiare il merito - dice Bonafede -, sostenere il talento, favorire l'affermarsi di una solida e consapevole cultura giuridica sono tutti obiettivi di primaria rilevanza non solo per gli studenti che beneficeranno dell'assegnazione dei premi di studio ma, più in generale, per l'intera collettività sociale". "La figura di Tindari Baglione, rigoroso studioso del diritto e appassionato servitore delle istituzioni e della giustizia - conclude il ministro Bonafede - costituisce un saldo riferimento per tutti i giovani impegnati nel percorso universitario e per quelli che si accingono a iniziare l'attività professionale".
Margherita Cassano ha esortato i premiati a non dimenticare che il ruolo del giurista "incide in modo particolare sulla vita degli altri" ed è "necessario quindi applicare con la necessaria umiltà il metodo del dubbio perché non devono esistere verità asserite e soluzioni preconfezionate. Deve invece sempre prevalere il rispetto per la persona e dei valori di cui ciascuno è portatore". "I banchi delle scuole e le lavagne delle università - ha sottolineato il rettore Dei - oggi sono ancora più indispensabili di ieri perché la ridda di dati che scorrono su schermi e telefonini rende indispensabile lo spirito critico, la ragione puntigliosa, l'analisi tipica della ricerca scientifica".