INCHIESTA PERUGIA su toghe

Mattarella al Csm: si volta pagina, quadro sconcertante e inaccettabile

| 21/6/2019

"Oggi si volta pagina". Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo questa mattina al Plenum del Csm, con riferimento alla inchiesta di Perugia che ha scosso Palazzo dei Marescialli. Mattarella che ha espresso "grande preoccupazione" è intervenuto per convalidare l'elezione dei due nuovi consiglieri togati, Giuseppe Marra e Ilaria Pepe, entrambi di Autonomia e Indipendenza, il gruppo di Piercamillo Davigo. I due togati subentrano a Gianluigi Morlini e Corrado Cartoni, due dei consiglieri che si sono dimessi perché i loro nomi figurano nell'inchiesta di Perugia sulle nomine ai vertici degli uffici.

"Quel che è emerso, nel corso di un'inchiesta giudiziaria – ha proseguito Mattarella -, ha disvelato un quadro sconcertante e inaccettabile". Ed ha prodotto "conseguenze gravemente negative per il prestigio e per l'autorevolezza non soltanto di questo Consiglio ma anche per il prestigio e l'autorevolezza dell'intero Ordine Giudiziario". "Il coacervo di manovre nascoste – ha incalzato il Presidente -, di tentativi di screditare altri magistrati, di millantata influenza, di pretesa di orientare inchieste e condizionare gli eventi, di convinzione di poter manovrare il CSM, di indebita partecipazione di esponenti di un diverso potere dello Stato, si manifesta in totale contrapposizione con i doveri basilari dell'Ordine Giudiziario e con quel che i cittadini si attendono dalla Magistratura".

Una nota positiva però Mattarella la rinviene nella "reazione del Consiglio" che rappresenta "il primo passo per il recupero della autorevolezza e della credibilità cui ho fatto cenno e che occorre sapere restituire alla Magistratura italiana". "Non va dimenticato – ha proseguito - che è stata un'azione della Magistratura a portare allo scoperto le vicende che hanno così pesantemente e gravemente sconcertato la pubblica opinione e scosso l'Ordine Giudiziario".

Il Csm ora deve operare un cambio di passo "dimostrando la capacità di reagire con fermezza contro ogni forma di degenerazione". Perché "occorre far comprendere che la Magistratura italiana – e il suo organo di governo autonomo – hanno al proprio interno gli anticorpi necessari e sono in grado di assicurare, nelle proprie scelte, rigore e piena linearità". "Indipendenza e totale autonomia dell'Ordine Giudiziario sono principi basilari della nostra Costituzione e rappresentano elementi irrinunziabili per la Repubblica".

Cambiando tema, Mattarella ha ricordato che compete ad altre istituzioni "discutere ed elaborare eventuali riforme che attengono a composizione e formazione del CSM", così come ai "temi della giustizia e dell'ordinamento giudiziario". "Il Presidente della Repubblica potrà seguire - e seguirà con attenzione - questi percorsi ma la Costituzione non gli attribuisce il compito di formulare ipotesi o avanzare proposte". Anche se afferma: per il Csm «è necessario provvedere ad adeguamenti delle proprie norme interne, di organizzazione e di funzionamento, per assicurare, con maggiore e piena efficacia, ritmi ordinati nel rispetto delle scadenze, regole puntuali e trasparenza delle proprie deliberazioni". "La giustizia - ha concluso - è amministrata in nome del popolo italiano e in base alla Costituzione e alla legge: queste indicazioni riguardano anche il Consiglio Superiore della Magistratura. Questo è l'impegno che al Consiglio chiede la Comunità nazionale ed è il dovere inderogabile che tutti dobbiamo avvertire".

Vetrina