le linee guida del ministero

Processo tributario telematico, notifiche Pec 24 ore su 24

| 5/7/2019

Ministero della Economia e Finanze – Circolare 4 luglio 2019 n. 1

Notifiche degli atti 24 ore su 24 (anche con firma Pades e non soltanto Cades dal 6 luglio) e rimessione in termini in caso di malfunzionamento del sistema. I chiarimenti a pochi giorni dell'entrata in vigore del processo tributario telematico arrivano dalla circolare n. 1 della Direzione della Giustizia tributaria del Ministero dell'Economia e della Finanze, datata 4 luglio 2019, recante "Nuove disposizioni in materia di giustizia tributaria digitale – articolo 16 del decreto legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136".

Processo telematico
- A decorrere dal 1° luglio 2019, dunque, la notifica e il deposito degli atti nel processo tributario avviene esclusivamente con modalità telematica sulla base delle modifiche apportate (all'articolo 16-bis, co. 3, del Dlgs n. 546/92) dal Dl n. 119/2018. Il regime di obbligatorietà riguarda i giudizi instaurati, in primo e secondo grado a decorrere da tale data. Gli atti introduttivi notificati tramite PEC, nel termine dei successivi 30 giorni, devono essere depositati in Commissione tributaria con modalità telematiche (sistema di Upload). Tale obbligo riguarda le parti, i consulenti e gli organi tecnici dell'amministrazione dello Stato o di altri enti pubblici ed anche la Guardia di Finanza (istanze ipoteche e sequestro conservativo).

Deroga alla obbligatorietà
- Il legislatore tuttavia ha previsto alcuni casi in cui è possibile notificare e depositare detti atti con modalità analogiche. In particolare: a) nelle controversie instaurate dal contribuente che decide di stare in giudizio personalmente, quindi senza l'assistenza tecnica di un professionista; b) in "casi eccezionali" previa autorizzazione del giudice: blocco della funzionalità del PTT, documentazione cartacea particolarmente voluminosa; documenti non riproducibili in file ecc.

Interpretazione autentica della normativa previgente
– Nel regime di facoltatività che risulta vigente per i ricorsi/appelli notificati entro il 30 giugno 2019, spiega la circolare, l'unico obbligo previsto dalla normativa indicata nell'articolo 2, comma 3, del Regolamento n. 163/2013, resta quello in base al quale la parte che ha scelto il telematico in primo grado deve continuare in appello con la medesima modalità. Tale obbligo viene meno laddove la parte costituitasi con modalità telematiche in primo grado decida di cambiare il difensore nel secondo grado di giudizio.

Disciplina della Pec
- Le notifiche tramite PEC possono essere effettuate 24 ore su 24, tutti i giorni dell'anno inclusi i festivi. Sul punto, la circolare richiama anche la sentenza n. 75/2019 con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 16-septies del D.L. 179/2012 (riguardante la giustizia digitale nel processo civile) nella parte in cui stabiliva che "le notificazione degli atti non possono farsi prima delle ore 7 e dopo le ore 21.00". Tali principi, prosegue il Ministero, devono ritenersi applicabili anche al processo tributario, con la conseguenza che la notifica eseguita tra le ore 21 e le ore 24 del giorno di scadenza si perfeziona, e si considera dunque tempestiva, per il notificante, se entro le ore 23,59 di quel giorno è generata la ricevuta di accettazione, mentre è solo per il destinatario che opera il differimento al giorno successivo del momento perfezionativo della notifica stessa.

Notifiche avvocati
- Via XXX Settembre poi richiama l'attenzione sul fatto che al processo tributario non si applica la legge 21 gennaio 1994, n. 53, che disciplina le notifiche da parte degli avvocati, in quanto, ai sensi dell'art. 1 della predetta legge, l'ambito di applicazione di tale normativa è limitata agli atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale

Modalità operative
- In caso di notifica di un atto introduttivo del giudizio, si legge in un altro passaggio della circolare, "è consigliabile" inserire nell'oggetto la dicitura "notificazione ai sensi dell'art. 16 bis, comma 3, D.Lgs. n. 546/92" e nel corpo del messaggio, indicare: 1) la tipologia dell'atto (es: ricorso, appello, istanza di pubblica udienza, sentenza, ecc.); 2) l'atto impositivo impugnato ovvero gli estremi della sentenza; 3) il nome, cognome ed il codice fiscale del difensore/ufficio notificante; 4) il nome e cognome o la denominazione e ragione sociale ed il codice fiscale della parte che ha conferito la procura alle liti ove necessaria; 5) il nome e cognome o la denominazione e ragione sociale del destinatario; 6) l'indirizzo di PEC a cui l'atto viene notificato; 7) l'indicazione della Commissione tributaria adita.

Prova delle notifiche
- La prova delle notifiche PEC degli atti processuali digitali, chiarisce la Direzione, consiste nel depositare successivamente tramite il PTT i seguenti file originati dal sistema informatico del gestore della PEC: la ricevuta di accettazione (RdAC) sottoscritta con la firma del gestore del mittente; la ricevuta di avvenuta consegna (RAC) sottoscritta con la firma del gestore del destinatario. Tali ricevute possono essere salvate con le seguenti modalità: a) senza modificare l'estensione del file ".eml" ; b) effettuando il salvataggio con il formato PDF/A 1a-1b e predisponendo, sullo stesso documento informatico o su atto separato, una attestazione di conformità – opzione riservata ai soli pubblici ufficiali- con l'obbligo di conservazione dell'originale informatico, ove previsto; c) effettuando esclusivamente il salvataggio con il formato PDF/A 1a-1b, tenuto conto che anche senza una espressa dichiarazione di conformità tale copia informatica ha la stessa efficacia probatoria dell'originale se la sua conformità non è espressamente disconosciuta. Resta fermo, ove previsto, l'obbligo di conservazione dell'originale informatico.

Pec avvocati - Nel PTT, segnala la circolare in un riquadro, la PEC degli avvocati non può essere estratta dal REGINDE, registro gestito dal Ministero della Giustizia. Infatti differenza del civile ed amministrativo, possono assumere la difesa tecnica non solo gli avvocati, ma diverse categorie di professionisti.

Malfunzionamento sistema informatico
- L'indisponibilità della funzionalità del PTT per il deposito degli atti e dei documenti o dei relativi servizi funzionali al diritto della difesa, quali, ad esempio, la consultazione o la richiesta di accesso temporaneo del fascicolo informatico, invece, è resa pubblica mediante avvisi sul portale: www.giustiziatributaria.gov.it. Tali avvisi potranno essere utilizzati ai fini di una eventuale richiesta di rimessione in termini. Nel caso di eventi eccezionali che determinano l'indisponibilità del PTT, inoltre, si provvederà con decreto ad accertare il mancato funzionamento del sistema informativo ed i termini di prescrizione e decadenza verranno prorogati fino al decimo giorno successivo alla data in cui il medesimo decreto viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Stampa copie
- Gli Uffici di segreteria devono garantire alla parte che si è costituita personalmente la stampa gratuita dei soli atti principali (esempio controdeduzione digitale dell'ente impositore). Diversamente, il rilascio di copie dei documenti allegati è condizionato al pagamento dei diritti di copia

Firma Pades - Dal 6 luglio 2019 il sistema informativo della giustizia tributaria (SIGIT) consente anche il deposito di file sottoscritti con firma PADES (PDF Advanced Electronic Signature), che non aggiunge alcuna estensione al nome del file ma consente di firmare digitalmente esclusivamente file in formato ".pdf". Ad equiparare le firme PADES e CADES, ritenute entrambe valide ed efficaci, ci hanno pensato le S.U. della Cassazione sentenza 10266/2018, in applicazione dei principi comunitari.