Consob: Cassazione, nuovo risarcimento per truffati da Girardi Sim

10/9/2019 17:53

La Consob dovrà risarcire i danni patiti da un'altra tranche di risparmiatori truffati, tra il ‘88 ed il ‘92, dalla società di intermediazione Girardi (poi fallita nel '94) per non aver vigilato adeguatamente. Lo ha stabito la Cassazione, sentenza n. 22524 depositata oggi, che tuttavia ha parzialmente accolto il ricorso della Commissione affermando che il termine di prescrizione è quinquennale (e non decennale) per cui, in sede di rinvio, la Corte di Appello di Roma dovrà accertare chi tra i 70 ricorrenti si è costituito parte civile nel procedimento penale del 2001 così interrompendo la prescrizione. In virtù di un contratto di negoziazione titoli, i ricorrenti avevano affidato i propri risparmi alla società A.C. Girardi C. Commissioni in Borsa (poi A.C. Girardi & C. S.p.a. Sim) ed alla sua controllante (Centro Milano Finanziaria), poi andati persi «a causa di spregiudicate operazioni finanziarie, per le quali alcuni dei suoi esponenti erano stati imputati del reato di bancarotta per distrazione dei beni». In particolare alla Consob è contestata «una condotta omissiva illecita diacronicamente diluita in un certo arco temporale, ossia: a) in riferimento al periodo 1988-1991, per aver omesso il controllo sul comportamento della Girardi quale società commissionaria ammessa agli antirecinti alle grida, soggetta, quindi, alle prescrizioni di cui alla legge n. 216 del 1974 in ordine all'approvazione dei prospetti informativi di sollecitazione al pubblico risparmio, con poteri di sospensione dell'attività in caso di inosservanza; b) in riferimento al periodo successivo a 1991, per aver autorizzato l'iscrizione della società Girardi all'Albo delle S.i.m., limitandosi a recepire la sola dichiarazione del Presidente del Collegio sindacale affermativa dell'esistenza di un capitale nella misura richiesta dalla legge, nonostante la precaria situazione fosse nota ai membri della commissione deliberante a seguito delle due ispezioni disposte nei confronti della società».

Per la III Sezione civile dunque nel caso in esame «appare chiaro l'assoggettamento della Consob, nella veste ad essa riconosciuta dal legislatore di "organo di garanzia del risparmio", a specifici obblighi giuridici di impedire o, comunque, circoscrivere, nei limiti del possibile, il danno poi verificatosi mediante l'esercizio doveroso dei propri poteri di vigilanza e controllo, innanzi rammentati». «Danno – prosegue - che è venuto a determinarsi in un contesto in cui erano emersi nel tempo fatti materiali, specifici e reiterati che consegnavano alla stessa Consob elementi gravi di valutazione sulla effettiva consistenza patrimoniale della Girardi e sulla correttezza e trasparenza delle condotte ad essa riconducibili, tali, dunque, da imporre - al di là della stessa discrezionalità riservata alla Commissione - l'attivazione decisa, dapprima (nel periodo sino alla richiesta autorizzazione di iscrizione dell'albo delle S.i.m.), di poteri interdittivi nei confronti della società commissionaria e, quindi (al momento di detta richiesta e successivamente), l'attivazione dei poteri di contro o, a vocazione anche sostanziale (in coerenza con la funzione pubblica rivestita), sul possesso dei necessari requisiti di iscrizione necessari a detti fini». (Francesco Machina Grifeo)

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