PROTOCOLLO GIUSTIZIA-CNF

Equo compenso, triplica la rete di controlli: monitoraggio in 65 ordini forensi

19/09/2019

In soli due mesi sono «triplicati» i nuclei locali presso gli Ordini degli avvocati per il controllo sulla corretta applicazione dell'equo compenso. Ad oggi sono sessantacinque gli Ordini, tra cui due Unioni forensi, Sicilia e Triveneto, che hanno costituito i nuclei locali di monitoraggio sui compensi professionali A dare la notizia è il Consiglio nazionale forense. L'ELENCO AGGIORNATO DEL CNF SUI 65 NUCLEI DI MONITARGGIO

Ma facciamo un passo indietro. L'avvio dei nuclei locali presso gli Ordini è partito subito dopo la sottoscrizione del protocollo di intesa del 2 luglio scorso tra Consiglio nazionale forense e ministero della Giustizia per l'istituzione di un Nucleo centrale di controllo, a cui il Cnf sottopone le segnalazioni e le prassi elusive riscontrate da avvocati e Ordini sul territorio.
In occasione dell'insediamento dell'organismo presso via Arenula, avvenuto il 23 luglio scorso, il Cnf aveva già portato all'attenzione del ministro Bonafede le prime segnalazioni raccolte grazie alla collaborazione dei venti nuclei locali che si erano subito costituiti sul territorio. «Segnalazioni – si legge in una nota - che nel corso dell'estate sono raddoppiate e su cui il Consiglio nazionale forense è al lavoro per un controllo attento e costante».

«La normativa sull'equo compenso, prosegue il comunicato, al cui varo il Cnf ha dato un impulso iniziale fondamentale e un contributo significativo nel corso della sua formazione durante la scorsa legislatura, rappresenta per l'avvocatura e per le professioni in generale una conquista per la dignità della retribuzione a fronte della qualità e quantità delle prestazioni richieste».

Al momento della firma del protocollo il Ministro Bonafede aveva dichiarato: "Vogliamo fare qualcosa che vada a incidere direttamente sulla vita quotidiana degli avvocati. E questo che abbiamo realizzato è un protocollo che va in questa direzione. Si tratta, nel pieno rispetto della prassi, di un segnale forte e chiaro che ci auguriamo veda presto coinvolti anche altri ordini professionali affinché questo possa diventare un modello che vada a tutelare anche altre categorie".

Per il Presidente Mascherin invece il protocollo «rappresenta una novità dirompente per gli avvocati e un salto di qualità rispetto alla tutela concreta della professione. Per questo è fondamentale il coinvolgimento degli Ordini come previsto dal protocollo".

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